Lazio

Roma a 40 gradi, scoppia il caso di alcuni ambulatori Asl: “mancano i condizionatori”

Fuori l’asfalto delle strade romane si liquefà sotto i colpi di un sole implacabile. Dentro le stanze di alcuni dei principali ambulatori pubblici della Capitale, invece, si combatte una battaglia silenziosa contro temperature record che rendono quasi impossibile persino effettuare una normale visita medica.

Nel giorno in cui Roma viene inserita ufficialmente nel bollettino del Ministero della Salute con il bollino rosso per l’ondata di calore, divampa la polemica sulle condizioni strutturali in cui versano diversi presidi sanitari cittadini, privati di sistemi di climatizzazione adeguati o funzionanti.

A sollevare il velo sulla situazione è una dura presa di posizione del presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, che parla di uno scenario insostenibile che mette a repentaglio la salute degli operatori e la sicurezza stessa dei pazienti, in particolare di quelli più deboli.

Migliaia di visite nella morsa dell’afa

Negli ambulatori specialistici delle Asl romane l’attività non conosce soste, nemmeno ad agosto. Ogni settimana i medici distribuiti sul territorio erogano migliaia di prestazioni cruciali: controlli cardiologici, diabetologici, pneumologici e neurologici.

Un volume di lavoro imponente che, stando alle segnalazioni arrivate all’Ordine, in alcune sedi rischia di scontrarsi con una cronica carenza infrastrutturale.

In diversi centri di cura (circa 7), infatti, i condizionatori d’aria risultano spenti per guasti mai riparati o, in alcuni casi, del tutto assenti.

Il paradosso delle liste d’attesa e il rischio per gli anziani

Il problema esplode in un momento di forte pressione per la sanità laziale, stretta tra la necessità di aumentare le prestazioni e l’obbligo di abbattere le storiche liste d’attesa.

Un obiettivo che per i medici rischia di trasformarsi in un paradosso se le strutture non vengono messe in condizione di operare dignitosamente.

A subire i disagi maggiori sono i cittadini che frequentano quotidianamente le sale d’attesa delle Asl: anziani, soggetti con gravi patologie cardiovascolari, malati cronici e donne in stato di gravidanza.

Si tratta proprio delle categorie più esposte ai rischi letali delle ondate di calore, costrette a sostare in ambienti surriscaldati prima di essere visitate.

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