Colombia, il trumpiano Abelardo de la Espriella eletto presidente. Dubbi su possibili irregolarità.
Abelardo de la Espriella si è proclamato vincitore delle elezioni presidenziali in Colombia poco dopo la mezzanotte. In un messaggio pubblicato su X ha scritto: “Abelardo presidente ufficialmente: la tigre abbraccia il condor, ti amo Colombia”.
Il candidato di destra ha accompagnato il messaggio con un’immagine che ritrae una tigre e un condor ferito che si abbracciano. “El Tigre” è infatti il suo soprannome, mentre il condor è uno dei simboli nazionali della Colombia.
“Abbiamo battuto il voto forzato, l’acquisto di voti, i partiti tradizionali, la corruzione, i soliti noti e la guerriglia. Ha vinto la Colombia”, ha aggiunto sui social.
Le accuse di brogli
Secondo i dati preliminari della Registraduría Nacional, con il 99,65% delle schede scrutinate, de la Espriella avrebbe ottenuto 12.921.702 voti, pari al 49,65%, superando di misura il candidato di sinistra Iván Cepeda, fermo a 12.673.392 voti (48,70%). Il margine tra i due contendenti sarebbe di appena 248.310 voti, pari a 0,95 punti percentuali.


Proprio a causa dello scarto ridotto, il presidente uscente Gustavo Petro ha invitato ad attendere il risultato definitivo e la conclusione dello scrutinio ufficiale, denunciando “numerose irregolarità”.
“I seggi privi della firma dei membri della commissione elettorale devono essere contestati immediatamente. Non è ancora possibile sapere chi sia il presidente e ci sono molte irregolarità”, ha scritto su X.
Anche Cepeda ha denunciato possibili anomalie e ha chiesto di difendere il risultato definitivo, voto per voto. Il candidato del Pacto Histórico ha rilanciato il messaggio di un utente che mostrava una scheda di conteggio preliminare priva delle firme dei giurati del seggio. “Attenzione brogli! Hanno caricato moduli elettorali senza le firme dei giurati; queste schede devono essere contestate immediatamente. Non lasciamoci derubare!”, si legge nel post condiviso dal candidato.
Cepeda ha inoltre annunciato l’intenzione di contestare circa 33 mila seggi durante lo scrutinio ufficiale.
Il ritratto
Abelardo de la Espriella, 47 anni, avvocato e imprenditore milionario, è un esponente della destra colombiana, ammiratore di Donald Trump e sostenitore di politiche particolarmente severe in materia di sicurezza.
Sposato e padre di quattro figli, si presenta come un outsider della politica. Durante la campagna elettorale ha denunciato la classe dirigente tradizionale e ha raccontato di aver lasciato la sua vita agiata a Firenze per “salvare la patria”.

Le sue proposte ricordano per molti aspetti la strategia adottata dal presidente salvadoregno Nayib Bukele nella lotta alle gang criminali, mentre sul piano economico sostiene una forte riduzione della spesa pubblica sul modello del presidente argentino Javier Milei.
Nel corso della campagna ha promesso di governare la Colombia con “mano di ferro”, in un Paese che resta il primo produttore mondiale di cocaina ed è segnato da oltre sessant’anni di conflitto armato interno.
Le reazioni
“Oggi la Colombia si è espressa con forza, speranza e determinazione, riaffermando il proprio impegno a favore della libertà, della democrazia e della pace”. Lo ha scritto su X la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, invocando anche “la benedizione di Dio” per la nuova fase politica del Paese. De la Espriella ha inoltre riferito di aver parlato telefonicamente con il presidente statunitense Donald Trump: “Ho parlato pochi minuti fa con il presidente degli Stati Uniti, il quale mi ha espresso il proprio sostegno e il proprio riconoscimento della nostra vittoria”, ha scritto sui social.
In una diretta online il candidato ha aggiunto di aver ricevuto le congratulazioni anche dal capo di gabinetto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Tutte le democrazie del mondo ci stanno prestando attenzione e stanno riconoscendo la nostra vittoria”, ha dichiarato, sostenendo di aver vinto “contro ogni pronostico, contro ogni illegalità e contro chi ha finanziato la campagna di Cepeda”.
Le proteste
Poche ore dopo l’annuncio della vittoria si sono registrate manifestazioni e scontri con la polizia in diverse città del Paese. A Cali, la terza città più grande della Colombia, circa mille manifestanti hanno bruciato bandiere statunitensi e si sono scontrati con le forze antisommossa.
La polizia ha risposto con il lancio di gas lacrimogeni nel tentativo di disperdere la protesta. Alcuni partecipanti al corteo erano armati di mattoni e spranghe.




