Cultura

American Analog Set – Destroy Destroy Destroy: Una forza quieta :: Le Recensioni di OndaRock

Accolti nelle attenzioni della benemerita Numero, etichetta americana dedicata alla riesumazione e riconfezionamento di band di valore ma dimenticate, gli American Analog Set hanno subito un vero e proprio trattamento d’onore, con la ripubblicazione in due tranche del loro repertorio. Se la prima raccolta “New Drifters” comprendeva i primi album (1996-99), “Destroy Destroy Destroy” presenta la loro produzione post-Duemila: “Know By Heart” (2001), “Promise Of Love” (2003) e “Set Free” (2005), più un Ep e brani vari.

Si tratta di un’occasione d’oro per riscoprire una band silenziosamente fondamentale, con un’estetica tanto minimalista quanto peculiare, che ha evidentemente ispirato band contemporanee o successive come i Death Cab For Cutie (che hanno forse anche maldestramente tentato di imitarne i refrain e le progressioni specialmente negli album più tardi).

Orchestrate intorno a una strumentazione acustica essenziale ma mettendo insieme un suono pieno e stratificato, a differenza di altre band slowcore contemporanee, i brani della band di Austin fanno un potente uso dello spazio musicale, con suggestive interazioni tra strumenti e timbri ed escursioni in scene attigue ma non per forza comunicanti (i Sea and Cake di “The Kindness of Strangers”).

Rispetto ai primi dischi certamente l’espressività della band si fa ancor più riconoscibile, permeata di un’autorevolezza percepibile nella definizione del proprio sound, che quasi si impone sull’ascoltatore (“The Green Green Grass”, l’eccezionale “Everything Ends In Spring”) – anche grazie al sapiente uso della ripetizione che da sempre è caratteristica peculiare e fondante della band, che le è valsa l’etichetta di “slow-kraut” (“Fool Around”, “Cool Kids Keep”).

Un’immersione musicale dalla quale si rimane irretiti, tra movimenti di spazzola sulla batteria, le caratteristiche punteggiature di tastiera, le contorsioni viscerali di chitarra, e la voce monotòna e ipnotizzante di Andrew Kenny (“Come Home Baby Julie, Come Home”), un’esperienza assolutamente da non perdere.

21/06/2026


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