Società

Intelligenza artificiale e lavoro, Mattarella: “Serve una risposta europea, la tecnologia tuteli la dignità umana e non accentri il potere”

L’impatto dell’intelligenza artificiale sulle democrazie moderne e sul mondo del lavoro richiede un intervento normativo e politico urgente da parte dell’Unione Europea.

È questo il cuore del messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dal palco del XIX Simposio Cotec di Venezia, un incontro dedicato proprio alle trasformazioni tecnologiche, a cui hanno preso parte anche il Re di Spagna Felipe VI, il Presidente portoghese Antonio Josè Seguro e la Presidente della BCE Christine Lagarde.

Le opportunità e il rischio di un nuovo disordine internazionale

Il Capo dello Stato ha evidenziato come l’intelligenza artificiale rappresenti uno strumento capace di accrescere la produttività e migliorare settori cruciali come la sanità, la scuola e la pubblica amministrazione. A differenza delle rivoluzioni industriali del passato, però, questa tecnologia non va a sostituire le attività manuali, ma interviene direttamente sulle funzioni cognitive, come l’analisi, la scrittura e il supporto decisionale.

Il problema, però, riguarda l’etica e l’impatto sociale di questi strumenti. L’intelligenza artificiale funge infatti da acceleratore per chi già possiede capitali, infrastrutture e competenze, ponendo un serio problema di divario digitale e concentrazione di potere.

Il divario tra chi ne dispone e chi ne rimane escluso potrà ampliarsi. – ha avvertito Mattarella – La concentrazione del controllo delle nuove tecnologie nelle mani di pochissimi soggetti privati ne ha fatto realtà talmente potenti da pretendere di disattendere se non di travolgere ogni regola.” Un accentramento che rischia di generare, nelle parole del Presidente, dei veri e propri nuovi attori di imponderabile legittimità, portando a un nuovo disordine internazionale.

La dignità del lavoro e il richiamo a Papa Leone XIV

Di fronte a questi stravolgimenti, l’errore sarebbe quello di demonizzare il cambiamento: secondo Mattarella, sarebbe utile invece governarlo per esaltarne gli effetti positivi e proteggere la tutela della persona. L’innovazione tecnologica non deve trasformare i cittadini in elementi marginali all’interno di processi automatizzati.

Per ribadire la centralità dell’essere umano, il Presidente ha citato la recente enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV: “Il lavoro resta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana: non soltanto un mezzo di sostentamento, ma luogo di espressione, di relazioni, di contributo alla comunità.

Il ruolo dell’Europa: passare dalle regole all’azione

Attualmente, quasi la totalità della popolazione mondiale subisce passivamente queste nuove tecnologie in veste di mero utilizzatore. Per cambiare le carte in tavola in tempi rapidi, serve un ecosistema dell’innovazione solido e una decisa presa di posizione comunitaria, poiché nessuno Stato nazionale ha la forza di affrontare da solo una simile sfida.

Rivolgendosi alle istituzioni e ai governi del continente, Mattarella ha detto: “L’Unione Europea deve compiere un salto. Passare dalla enunciazione di principi alle decisioni concrete.

Il tempo della discussione sulle strategie è finito: “È indispensabile che i governi membri dell’Unione abbandonino timidezze e riserve e che non siano di freno per l’azione comune.” L’obiettivo è rinnovare il connubio vitale tra innovazione, lavoro e democrazia per consegnarlo solido e aggiornato alle giovani generazioni.


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