Veneto

il Rapporto Caritas 2025 evidenzia l’aumento delle famiglie in difficoltà

Il recente Rapporto “La povertà in Italia secondo i dati della Rete Caritas” ha messo in luce una situazione allarmante: nel 2025, oltre 282.000 persone sono state accompagnate dalla rete Caritas, corrispondenti a un numero equivalente di nuclei familiari.

Questo dato rappresenta il livello più elevato mai registrato e segna un incremento del 1,7% rispetto all’anno precedente. Questi numeri, ottenuti tramite l’analisi di 3.520 servizi informatizzati in 206 diocesi, evidenziano un fenomeno in crescita che coinvolge una parte significativa della popolazione italiana.

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Il report sottolinea come le famiglie con figli minori siano il gruppo principale che richiede aiuto, con il 52% delle persone assistite che vive con bambini. Questa tendenza indica non solo una crisi economica ma anche una fragilità sociale che colpisce le famiglie in modo incisivo.

La rete Caritas ha effettuato quasi 5 milioni di interventi, con oltre 3,6 milioni dedicati a fornire beni e servizi essenziali, come cibo e vestiario. Altri settori di intervento significativo riguardano l’alloggio, con oltre 430.000 azioni intraprese per garantire accoglienza, e circa 76.000 interventi in ambito sanitario, evidenziando l’ampiezza della crisi e la necessità di supporto.

Un dato che emerge con forza dal Rapporto è il crescente numero di anziani in difficoltà. Negli ultimi dieci anni, l’assistenza a persone over 65 è aumentata del 191%, a fronte di un incremento complessivo dell’utenza del 48%. Questa cifra richiama l’attenzione su problematiche come la povertà economica, l’invecchiamento della popolazione, la fragilità sanitaria e l’isolamento sociale. L’incremento della componente anziana è emblematico di come la crisi colpisca le fasce più vulnerabili, portando con sé un incremento della solitudine.

Infatti, le persone sole assistite dalla Caritas sono passate dal 23,8% al 32,9% in dieci anni. La crisi non colpisce solo l’aspetto economico ma anche la sfera relazionale, spesso segnata da eventi critici come lutti o separazioni, che possono compromettere le risorse economiche e sociali di un individuo.


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Il rapporto evidenzia anche la crescente richiesta di supporto sanitario, con un aumento del 69%, che include anche problematiche di tipo psicologico. Si segnala, in particolare, il fenomeno dei lavoratori poveri: quasi la metà degli assistiti, il 47,3%, è disoccupata, mentre il 24% è occupato in lavori che non garantiscono un reddito sufficiente per vivere dignitosamente. Questa situazione è particolarmente preoccupante tra le fasce centrali dell’età lavorativa, con percentuali che raggiungono il 31,7% tra i 35-44enni e il 31% tra i 45-54enni.

Un altro aspetto cruciale trattato nel report riguarda la questione abitativa. Non soltanto si evidenzia la mancanza di una dimora, con oltre 24.000 persone senza casa assistite, ma anche le crescenti difficoltà legate alla gestione della casa. Affitti, utenze e spese quotidiane rappresentano un peso insostenibile per molte famiglie. L’abitare, quindi, diventa un snodo delicato della povertà in Italia, incidendo sulla stabilità delle famiglie e sulla loro capacità di progettare il futuro.


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