Sicilia

Incinte e costrette all’«esilio»: il dramma delle mamme di Lipari

«Il mio dramma per partorire lontano da casa il mio bambino». È il racconto, affidato a una lettera aperta, di Giusy Marsiglia, giovane mamma eoliana che denuncia le difficoltà vissute dalle donne costrette a lasciare Lipari nelle ultime settimane di gravidanza a causa della chiusura del punto nascita dell’ospedale dell’isola.

«Penso alla situazione delle donne che, sfortunatamente, si trovano ad affrontare una gravidanza a Lipari – scrive –. Già a 34 settimane di gestazione ti cominciano a dire che te ne devi andare, come se tutti avessero la possibilità di spendere 500 euro per un B&b e come se il compagno della futura mamma non avesse un lavoro a cui non può rinunciare per portare a casa uno stipendio. Il risultato è che le famiglie si trovano in grande difficoltà».

La Regione Siciliana, attraverso il Comune, prevede un contributo economico per le spese sostenute. «È vero, c’è un bonus di tremila euro – aggiunge – ma quei soldi vengono rimborsati dopo circa un anno. Nel frattempo chi va a partorire a Patti, Milazzo o Messina deve continuare a pagare l’affitto di casa, le bollette, la spesa quotidiana. I soldi per trascorrere un mese fuori non cadono dagli alberi e nessun datore di lavoro aumenta lo stipendio perché la propria compagna è incinta. Già una gravidanza, tra integratori, visite specialistiche e continui spostamenti verso gli ospedali di riferimento, comporta spese importanti; a tutto questo si aggiungono i costi del soggiorno in terraferma».

Il nodo resta quello della chiusura del punto nascita, ormai inattivo da anni. «Ci avete tolto il punto nascita perché i parti non sarebbero abbastanza – prosegue Giusy Marsiglia – ma nelle Eolie non c’è una sola donna incinta, ce ne sono tante. E il posto gratuito in astanteria dovrebbe spettare a tutte. Un solo posto disponibile per 10 o 15 partorienti non è normale. C’è chi sta per partorire, chi è a rischio di parto prematuro e non tutte le famiglie, con un solo stipendio, possono permettersi le spese di un B&b e di quello che, di fatto, diventa un viaggio della speranza verso la terraferma».

Una testimonianza che riaccende l’attenzione sulle difficoltà delle future mamme eoliane, costrette a vivere lontano da casa e dai propri affetti uno dei momenti più delicati e importanti della loro vita.

Foto: Notiziarioeolie.it


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