Maturità 2026, confronto tra ordinanze: cosa è cambiato rispetto al 2025? Scarica il PDF

Si avvicina la maturità, in redazione è arrivato il contributo dell’ispettore Venanzio Martinelli, ex dirigente tecnico Ministero Istruzione, in vista dell’esame (si parte giovedì 18 giugno).
La novità più evidente riguarda il cosiddetto punteggio integrativo, quel piccolo margine che la commissione può concedere ai candidati già in zona cento. Nel 2025 si poteva arrivare fino a cinque punti aggiuntivi. Con la nuova ordinanza il tetto scende a tre. Per ottenerli servono almeno novanta punti complessivi tra credito scolastico e prove scritte. L’anno scorso la soglia era più bassa: bastava un credito di trenta e un risultato nelle prove di cinquanta.
Pesa soprattutto la decisione di alleggerire le commissioni d’esame. Nel 2025 ogni commissione su due classi abbinate contava tre commissari esterni e tre interni per ciascuna classe. Ora i membri interni scendono a due per classe, mentre gli esterni restano due per l’intera commissione. Tradotto: meno docenti della scuola coinvolti nelle operazioni, un assetto che secondo il Ministero dovrebbe semplificare l’organizzazione, ma che rischia di concentrare la valutazione su un numero ridotto di insegnanti.
Un altro cambio riguarda il linguaggio. Scompare la sigla PCTO (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento), in vigore dal 2018. Al suo posto torna la vecchia dizione formazione scuola-lavoro, già utilizzata prima della ridenominazione introdotta dalla legge 145 del 2018. La modifica non è solo nominale: il decreto-legge 127 del 2025, citato nella nuova ordinanza, ha riscritto alcune norme sui percorsi in alternanza, e il Ministero ha recepito la svolta anche nei documenti ufficiali.
Da segnalare anche l’introduzione, all’articolo 1, di una definizione prima assente: quella di formazione scuola-lavoro come ridenominata dall’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127. Un dettaglio tecnico, ma significativo perché aggancia l’esame a un provvedimento d’urgenza approvato pochi mesi prima.
Le prove scritte si terranno il 18 e 19 giugno 2026 (con eventuale terza prova il 25 per i percorsi EsaBac). Il calendario replica quasi alla lettera quello del 2025, con uno slittamento di un giorno: il 18 giugno 2026 cade di giovedì, mentre l’anno prima era mercoledì. Le sessioni suppletive sono fissate al 1° e 2 luglio.
Restano invariate le condizioni per l’ammissione dei candidati interni: frequenza per almeno tre quarti del monte ore, partecipazione alle prove Invalsi, voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Chi ottiene proprio sei in condotta dovrà comunque presentare un elaborato su cittadinanza attiva durante il colloquio. La novità, semmai, è che nel testo 2026 la dicitura esame di maturità sostituisce ovunque esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione: una scelta lessicale che riporta indietro l’orologio di quasi un decennio, visto che la riforma del 2017 aveva preferito la formula più formale.
Source link




