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Attenti a quei due! Il povero Diavolo in balia di Ibra e Cardinale. Un altro portoghese sulla panchina del Milan?

D’accordo, non è il primo problema di questo mondo, ma in tanti stanno pensando di lanciare un appello perché venga salvato. Magari girandolo direttamente al presidente Mattarella, oppure a qualche importante organizzazione ambientalista che tuteli non solo la natura ma anche i patrimoni storici, culturali e sportivi.

In fondo il Milan, con i suoi 50 trofei ufficiali (32 a livello nazionale, 18 a livello internazionali, tra cui 7 sette Champions League, davanti c’è solo il Real Madrid) lo si può considerare un bene collettivo nazionale, un’eccellenza italiana che, perfino ai cugini dell’Inter, dispiacerebbe andasse in rovina o in completa estinzione; cosa che sta invece facendo, con cocciuta incompetenza, l’attuale vertice rossonero.

Non c’è tifoso milanista, o appassionato di calcio, a cui quando sente nominare Gerry Cardinale e Zatlan Ibrahimovic, la strana coppia al comando del Milan, non venga un moto di repulsione, una allergia incontenibile. Nulla di personale, per carità, però quello che quei due stanno facendo (o non facendo) è sotto gli occhi di tutti.

Ottavo nel campionato scorso, collassato nel finale quest’anno, fuori dalla Champions con l’azzeramento di tutti i vertici (tranne loro), il Milan è da 3 settimane senza uno straccio di progetto e la necessaria catena di comando indispensabile a qualsiasi squadra di calcio dalla serie A alla promozione. Mentre tutti i giocatori più importanti non vedono l’ora di tagliar la corda, vengono cercate (come allenatore e direttore tecnico) le figure più strane e improbabili che si possano trovare sul mercato. “Un famolo strano” con un solo postulato: devono tutti essere stranieri, poco noti e soprattutto non aver mai avuto a che fare con il calcio italiano. Ma anche su questi (per esempio Rangnick, l’attuale ct austriaco) si è abbattuta la potente scure di Ibrahimovic, attualmente ai Mondiali come opinionista di Fox Sports, dove anche lì ogni sua parola è una sentenza (che poi si avveri naturalmente non importa). A Zatlan comunque non garbava che l’allenatore tedesco avesse pieni poteri. Che addirittura, come direttore tecnico, decidesse in piena autonomia. Così tra un tiramolla e l’altro è saltato tutto.

Quanto all’allenatore, dopo aver scartato Glasner (chi era costui?) ora il casting rossonero sembra puntare verso il portoghese Ruben Amorim, un altro che per sapere chi sia e cosa abbia fatto bisogna prima fare una accurata ricerca su Google. Lo stesso Google ci ammonisce che l’illustre candidato è reduce da un sonoro flop al Manchester United. E qui i tifosi rossoneri, davvero pazienti, incrociano di nuovo le dita. Nel caso comunque che il portoghese non piacesse del tutto a Re Ibra, il patron Cardinale si sposterebbe su Jaissle, il tecnico tedesco dell’Al-Ahli, che sembra sia più a buon mercato di Amorim.


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