Puglia

Unisalento protagonista nel progetto mondiale della Iaea


LECCE – L’Università del Salento protagonista nel nuovo piano coordinato promosso dalla Iaea (International Atomic Energy Agency) per contrastare il traffico internazionale illecito di beni culturali. Si è svolto questa settimana, nella prestigiosa cornice del Rijksmuseum di Amsterdam, il primo incontro del progetto “Iaea Coordinated Research Project on Preservation and Protection of Cultural Heritage through Synergistic Authentication and Provenance”, che coinvolge rappresentanti di dieci Paesi, dagli Stati Uniti all’Australia, con il supporto di importanti organizzazioni internazionali tra cui Interpol.

L’Italia partecipa al programma grazie alla proposta scientifica “Leveraging Ion Beam Analysis and Ams Radiocarbon Dating for the Protection of Cultural Heritage against Illicit Trafficking”, presentata dall’Università del Salento. A rappresentare il nostro Paese e l’ateneo salentino è stato il professor Gianluca Quarta, coordinatore scientifico (Chief Scientific Investigator) del progetto e docente del Cedad (Centro di fisica applicata, datazione e diagnostica) del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi”, diretto dal professor Lucio Calcagnile.

Il traffico illecito di beni culturali rappresenta oggi una delle più gravi emergenze transnazionali, comprendendo furti nei musei, scavi clandestini e saccheggi di siti archeologici. Uno degli strumenti più efficaci per contrastare questo fenomeno criminale consiste nella possibilità di accertare con precisione l’autenticità e la provenienza dei reperti. Per questo motivo il progetto, della durata di quattro anni, punta a sviluppare un approccio integrato che metta insieme scienziati nucleari, archeologi, curatori museali, storici ed esperti forensi delle forze dell’ordine.

Il contributo del Cedad sarà orientato all’applicazione delle tecniche analitiche nucleari per affrontare problematiche complesse legate alla contraffazione e alla provenienza dei beni culturali. Grazie alle infrastrutture di ricerca disponibili nei laboratori di Lecce, tra cui l’acceleratore Tandetron da 3 MV e il nuovo sistema avanzato di spettrometria di massa con acceleratore (Ams), il gruppo di ricerca lavorerà alla definizione di protocolli standardizzati per l’analisi non distruttiva di materiali particolarmente esposti al traffico illecito, come metalli, avorio, ceramiche e pigmenti.

Attraverso la partecipazione a programmi internazionali di interconfronto, il Cedad contribuirà inoltre all’ottimizzazione delle tecniche di datazione al radiocarbonio ad altissima precisione, applicando anche approcci innovativi come il “bomb peak dating”, utile per individuare falsificazioni nell’arte contemporanea. Il centro salentino sarà infine impegnato nella redazione di linee guida etiche e codici di condotta condivisi a livello internazionale.

Una parte centrale del progetto sarà dedicata a casi di studio sperimentali realizzati congiuntamente dai diversi laboratori coinvolti. Reperti complessi, come dipinti su tavola, monete antiche e avori sequestrati, saranno analizzati in parallelo attraverso strumentazioni fisse e mobili per verificare la riproducibilità dei dati e l’efficacia dei protocolli sviluppati.

Nel corso delle attività l’Università del Salento collaborerà anche con Encatc (European Network on Cultural Management and Policy) e con il gruppo di lavoro Amcgi (Art Market and Cultural Goods Integrity). La sinergia tra comunità scientifica, istituzioni museali e organismi di polizia internazionale consentirà di trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti e immediatamente disponibili per la tutela del patrimonio culturale mondiale.

“Questo importante progetto – commenta il professor Quarta – si unisce alle numerose attività di ricerca di livello internazionale del Cedad dell’Università del Salento. La collaborazione con la Iaea è in corso da diversi anni su numerose tematiche avanzate. Siamo particolarmente orgogliosi di poter dare un contributo, attraverso le nostre infrastrutture e competenze, a un tema di tale rilevanza, soprattutto nel momento storico che stiamo vivendo”.

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