Calabria

Reggio Calabria: la festa del nuovo Consiglio Comunale rovinata dal tintinnare di manette

Un sinistro tintinnare di manette ha fatto da sottofondo alla festa della politica reggina. La proclamazione degli eletti che formeranno il nuovo Consiglio comunale è sempre un giorno di festa a qualsiasi latitudine si svolga. È la festa della politica che celebra la sua massima assise democratica cittadina ma ieri – quasi a fare da sottofondo e guastare il clima di festa – si sentiva in lontananza un sordo tintinnare di manette che suonava come un monito a tutta la politica reggina. Le coincidenza – secondo una certa filosofia – non esistono in natura, però questa volta l’arresto del sindacalista Maurizio Chiarolla, che il Pd ha preteso di candidare come presidente della Quinta Circoscrizione non solo contro il centrodestra ma anche contro tutto il centrosinistra, è significativo. Perché dimostra che se la politica (quella reggina in particolare) non ritrova il suo centro di gravita permanente attorno all’etica non si va da nessuna parte.

Da anni ripetiamo che se la politica reggina non trova al suo interno gli anticorpi necessari per proteggersi dal malaffare e dagli arrivisti, Reggio affonda. Se la politica continua a prendere facili scorciatoie per vincere le elezioni… se continua a ospitare transfughi ora di qui e ora di lì… se non diventa intransigente con se stessa oltre ogni ragionevole dubbio… allora il tintinnare di manette sarà il doloroso sottofondo che accompagnerà ogni sua manifestazione. È inevitabile. Serve un presa di coscienza autentica tanto a destra così come a sinistra e passando per il centro. Nessuno può sentirsi escluso dalla questione morale e nessuno può rifugiarsi dietro il solito garantismo che non garantisce nessuno. Men che meno la politica medesima.


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