disposta perizia psichiatrica dal giudice
ASCOLI Era attesa la sentenza ma il processo per omicidio stradale a carico di un giovane della Vallata a seguito di un incidente avvenuto ad Ancarano che è costato la vita ad una donna, Mounira El Uortani, sui 30 anni, ha fatto registrare un inatteso colpo di scena. Il giudice del Tribunale di Teramo dove si sta svolgendo il procedimento penale, Emanuele Ursini, ha infatti disposto una nuova perizia psichiatrica sull’imputato, un trentacinquenne dell’entroterra ascolano accusato di omicidio stradale aggravato, accogliendo la richiesta avanzata dal difensore Umberto Gramenzi.
Il perito
Il magistrato ha nominato quale perito il dottor Luigi Olivieri di Teramo, incaricato di accertare la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dei fatti e di valutare l’eventuale sussistenza di profili di pericolosità sociale.
Il procedimento è stato quindi rinviato al 24 settembre, data in cui il consulente presenterà le proprie conclusioni e sarà esaminato in aula prima della discussione finale. L’inchiesta riguarda il tragico incidente stradale avvenuto nel settembre 2022 lungo la strada Bonifica, nel territorio di Ancarano. Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica teramana, l’uomo si sarebbe messo alla guida della propria vettura in stato di ebbrezza nonostante la patente fosse già sospesa. Durante il tragitto avrebbe perso il controllo dell’auto andando a schiantarsi contro un veicolo parcheggiato davanti a uno stabilimento industriale.
Nell’auto travolta si trovava una donna che riportò conseguenze devastanti. Trasportata d’urgenza all’ospedale Mazzini di Teramo, le vennero diagnosticate una grave emorragia cerebrale e fratture vertebrali che la resero tetraplegica. Dopo mesi di sofferenza e un progressivo aggravamento delle condizioni cliniche, la donna morì. La Procura della Repubblica contesta al trentacinquenne il reato di omicidio stradale aggravato, evidenziando sia la guida con patente sospesa sia il tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti.
Lo psichiatra
Già nelle precedenti udienze era stato ascoltato lo psichiatra Marco Quercia, consulente della difesa, che aveva illustrato una situazione di dipendenza dall’alcol e alcuni elementi ritenuti rilevanti per valutare le condizioni psicologiche dell’imputato al momento dell’incidente. Proprio alla luce di tali aspetti il giudice ha ritenuto necessario un ulteriore approfondimento tecnico prima di arrivare alla sentenza.




