Sardegna

Latte Arborea ha 70 anni: nel cuore degli italiani. Una storia che guarda al futuro – Foto e video

Arborea

Il presidente Sequi evidenzia l’importante impatto economico generato dalla coop e il forte legame con i soci

Cooperativa Latte Arborea, leader del mercato lattiero-caseario sardo e terzo player nazionale nel latte UHT, ha celebrato il suo 70esimo anniversario in occasione dell’evento “Una storia che guarda al futuro” tenutosi oggi all’Horse Country Arborea alla presenza di soci, autorità, stakeholder.

In questa circostanza, la Cooperativa che – nel 2025 ha registrato un fatturato di 267 milioni di euro, in crescita del 9% rispetto al 2024 (+22,5 milioni) e una produzione di 191 milioni di litri di latte vaccino – ha condiviso anche alcuni dati dalla valutazione di impatto economico e sociale* da cui emerge come soggetto capace di sostenere una filiera produttiva articolata, alimentare relazioni economiche stabili e contribuire alla continuità del sistema agroalimentare sardo, favorendo l’occupazione e valorizzando il tessuto imprenditoriale locale.

Le analisi effettuate stimano 263,8 milioni di euro distribuiti direttamente ai propri stakeholder principali (dipendenti, fornitori e Soci conferitori) e 188,5 milioni di euro prodotti come impatto indiretto e indotto, rispettivamente per 166,9 milioni e 21,5 milioni lungo la filiera, generati dagli acquisti delle imprese agricole dei Soci, dalla catena di subfornitura e dalla spesa dei redditi netti distribuiti nel sistema economico.

In particolare, una quota importante di questo valore – 276,6 milioni di euro – resta sul territorio regionale tra effetti diretti, indiretti e indotti tra cui 91 milioni distribuiti ai Soci nel Comune di Arborea, 112 milioni di euro di acquisti da soci e fornitori nella provincia di Oristano e l’81% di acquisti dei soci in Sardegna.

L’impatto economico complessivo stimato equivale a un totale di 452,3 milioni di euro. Dati economici cui corrisponde anche un ruolo occupazionale di rilievo: 371 dipendenti propri e 3.500 occupati sostenuti nel complesso tra dipendenti dei Soci e impiegati lungo la realtà della filiera (soci, fornitori e sistema economico collegato).

“Nel nostro 70° anniversario, si rinnova la responsabilità condivisa verso dipendenti, filiera e base sociale, principale asset della Cooperativa; continuare a investire per crescere in modo sostenibile”, ha commentato Remigio Sequi, presidente e amministratore delegato della Cooperativa Latte Arborea. “48 milioni di euro negli ultimi due anni per l’innovazione tecnologica, il rafforzamento della capacità produttiva e l’efficientamento dell’organizzazione rappresentano la nostra strategia per difendere il valore delle produzioni dei soci, tutelare la sostenibilità delle loro aziende e il territorio che rappresentiamo. Per noi crescere non significa inseguire i volumi, ma rafforzare il modello cooperativo e creare valore da ridistribuire per il futuro del primo distretto agroalimentare della Sardegna. Con il 77% di imprese di terza generazione e il 19% di occupati under 35 tra i soci, il nostro impegno per continuità e passaggio generazionale è più che mai saldo. Anche per questo, nonostante un contesto complesso, abbiamo deciso di riconoscere da inizio 2026, un prezzo del latte intorno ai 60 centesimi al litro Iva inclusa. Intendiamo custodire il valore costruito negli anni e trasformarlo in futuro, continuando a investire, innovare e valorizzare il prodotto di qualità dei Soci in linea con le esigenze delle nuove famiglie e dei nuovi consumatori”.

Leggi qui: La Cooperativa Latte Arborea compie 70 anni: gli auguri della sindaca Manuela Pintus – Video

In occasione dell’evento sono stati presentati anche dati relativi alla ricerca AstraRicerche “Latte e yogurt: tra consumo e fake news” che ha approfondito l’immagine di latte e yogurt presso gli italiani e il ruolo del territorio.

La Sardegna è stata indicata come una delle regioni più vocate alla produzione di latte in Italia, da quasi un rispondente su quattro (23,1%) dopo Trentino-Alto Adige, indicato al primo posto dalla metà degli intervistati.

In particolare, latte e latticini sono sinonimo di un patrimonio di esperienza e saper fare con radici nella tradizione che si tramanda e si rinnova; tra le opinioni più forti associate alla produzione regionale, infatti, l’auspicio che i giovani possano prendere in mano le aziende lattiero-casearie per dare loro un futuro e portare innovazione (78,6%), il contributo a portare avanti anche la tradizione locale con produzioni di specialità e prodotti tipici (73,9%), il fatto che rappresenti l’identità stessa del territorio sardo (73,2%) e si distingua per la qualità dei suoi prodotti (72,6%).

“Considerando poi che per oltre 8 italiani su 10 il settore lattiero-caseario rappresenta una voce importante dell’economia italiana e che latte e yogurt si distinguono in Italia per produzioni di alta qualità, grazie ad aree particolarmente vocate per la produzione di latte, come la Sardegna”, ha aggiunto Sequi, “si evince la centralità del comparto e del nostro impegno per la stabilità del distretto. Continueremo, pertanto, a investire e a innovare per il rafforzamento della filiera, presidiando con attenzione i costi. Al tempo stesso, però, chiediamo misure di compensazione su fattori esterni di forte pressione come l’Ets e gli aumenti di trasporti e carburanti che, incidendo sui costi logistici – nel nostro caso per 2,6 milioni di euro l’anno -, aggravano ulteriormente la condizione di insularità. Inoltre, richiamiamo l’attenzione delle Istituzioni per la competitività generale del comparto agricolo; non chiediamo più incentivi, ma equità nelle politiche pubbliche e riequilibrio tra settori produttivi perché misure come l’iper-ammortamento o le evoluzioni più recenti dei crediti d’imposta risultano efficaci per imprese con piena imponibilità fiscale. Occorrono, quindi, strumenti che tengano conto delle diverse caratteristiche fiscali e organizzative delle aziende agricole per garantire un’effettiva accessibilità agli aiuti anche le filiere cooperative; limitarne la capacità di investimento significa ridurre la competitività dell’intero sistema che collega produzione agricola, trasformazione industriale e occupazione”.

La celebrazione del 70° anniversario di Cooperativa Latte Arborea “Una storia che guarda al futuro” è stata introdotta dai saluti dell’assessore all’Agricoltura Francesco Agus e dalla sindaca di Arborea Manuela Pintus per poi entrare nel vivo di due momenti. La prima tavola rotonda “Competere creando valore: il ruolo di Arborea nel nuovo mercato del latte” ha coinvolto Christophe Lafougere, Ceo di Gira; invece, la seconda “Latte e yogurt in Italia: evidenze scientifiche e dinamiche di consumo” ha visto gli interventi di Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche, Michele Sculati, medico specialista in Scienza dell’alimentazione, PhD e docente universitario (Università di Pavia e Università Milano Bicocca), e Matteo Zanibon, account director FMCG Nielsen NIQ, oltre a Remigio Sequi, presidente e amministratore delegato della Cooperativa Latte Arborea. I lavori sono stati moderati da Stefania Pinna, giornalista di SkyTG24.

Leggi anche: Per i primi 70 anni di attività la Cooperativa Latte Arborea celebra i suoi presidenti – Foto

Venerdì, 12 giugno 2026

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