Società

Pagare di più i professori, ma tenere le scuole aperte anche giugno e luglio. La proposta di Progetto Civico Italia

Pagare meglio i professori, ma chiedere loro una scuola che non abbassi la serranda a luglio. La ricetta arriva da Progetto Civico Italia, il movimento che fa capo ad Alessandro Onorato. L’idea: portare gli stipendi degli insegnanti verso la media europea, restituendo dignità a una professione spesso schiacciata tra precariato e sfiducia.

A questa spesa, però, deve corrispondere un cambio di passo nell’organizzazione. Niente più edifici vuoti per tre mesi. Onorato propone un calendario che sfiori gli undici mesi di attività, con le aule trasformate in presidi civici.

Gli insegnanti devono recuperare l’orgoglio di fare uno dei lavori più importanti e delicati della società”, ha dichiarato il coordinatore nazionale del movimento. E ha aggiunto: “Ma a questo investimento deve corrispondere anche una scuola nuova. Una scuola che non chiude quando suona la campanella”.

Nel concreto, il progetto prevede recupero pomeridiano per tutti, non solo per chi è in difficoltà. Poi laboratori, competenze digitali, sport, orientamento e sostegno alle famiglie. L’obiettivo è fare della scuola un luogo aperto, capace di tenere insieme docenti, educatori, associazioni sportive, Terzo Settore, Comuni e genitori.

Non una rivoluzione improvvisata, ma un patto. Servono risorse, certo. E serve una classe dirigente disposta a ripensare tempi e spazi della didattica. Onorato ci prova, lanciando il tema in campagna elettorale o nel dibattito interno al centrosinistra – a seconda del contesto. La proposta si scontra con la realtà di edifici spesso fatiscenti e organici ridotti all’osso. Ma il ragionamento di fondo è chiaro: più soldi agli insegnanti, più ore di scuola, più servizi. Un’equazione che in molti Paesi europei ha già preso forma. In Italia resta un banco di prova.


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