estradato dalla Spagna il broker del narcotraffico
La fuga dorata sulla Costa del Sol si è conclusa sulla pista dell’aeroporto di Roma-Fiumicino. È atterrato nel pomeriggio di oggi, giovedì 11 giugno, Antonio Gala, elemento di spicco della criminalità organizzata e inserito nel ristretto elenco dei latitanti di massima pericolosità (G.I.I.R.L.).
L’uomo è stato preso in consegna e scortato in Italia dagli specialisti del FAST italiano e dall’unità ICAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (S.C.I.P.), dopo essere stato catturato lo scorso 30 marzo a Marbella, in Andalusia, al culmine di una complessa operazione transnazionale.
Sulla testa di Gala pende un ordine di carcerazione definitivo emesso dalla Procura Generale di Napoli: deve scontare una condanna a 18 anni di reclusione per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso. Per gli inquirenti, era il promotore di un cartello criminale capace di muovere tonnellate di cocaina e hashish.
L’ascesa criminale di Gala e la sua successiva latitanza affondano le radici nel biennio precedente. Già nel 2023 l’uomo era svanito nel nulla per sfuggire a un’ordinanza della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli.
Nello stesso periodo, il suo nome era finito al centro dell’inchiesta “Fei Chien”, condotta dagli specialisti del GICO della Guardia di Finanza di Roma sotto il coordinamento della DDA capitolina.
Un’indagine speculare volta a smantellare un asse criminale dedito non solo all’importazione di droga, ma anche al riciclaggio dei proventi illeciti, che venivano ripuliti e inviati in Cina attraverso canali finanziari sotterranei.
Il Ruolo di Grande Broker a Marbella
Secondo le risultanze investigative delle Fiamme Gialle, Gala si era stabilito strategicamente a Marbella. Da lì, all’interno del salotto buono del narcotraffico europeo, operava come un vero e proprio “broker”, dirigendo e pianificando l’intera catena logistica dei carichi di stupefacenti destinati al mercato italiano.
Lo Specchio delle Chat Criptate e l’Asse dell’Interpol
A incastrare definitivamente il superlatitante sono state le intercettazioni telematiche. I flussi di comunicazione decriptati della piattaforma satellitare “Sky-ECC” hanno svelato i dettagli operativi dei traffici.
Nelle chat, Gala si definiva apertamente con i suoi sodali come un “latitante”, ma questo non gli impediva di gestire da remoto, con precisione manageriale, l’approvvigionamento, il trasporto e la consegna della droga fino ai clienti finali in Italia.
Per questo filone romano, in attesa di giudizio definitivo, rimane valida la presunzione di non colpevolezza.
La rete intorno al fuggitivo si è chiusa grazie a una stretta sinergia internazionale. Lo scambio continuo di informazioni tra il FAST (Fugitive Active Search Team) italiano e la controparte spagnola, supportato dall’unità ICAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta), ha permesso di localizzare con precisione millimetrica gli spostamenti dell’uomo a Marbella.
Dopo le formalità di rito negli uffici della Polizia di Frontiera di Fiumicino, per Antonio Gala si sono aperte le porte del carcere, dove sconterà la sua pesante condanna definitiva.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





