Lazio

pronto un candidato sindaco per la corsa al Campidoglio

La griglia di partenza per la corsa alla guida di Roma comincia ad allungarsi. Mentre all’interno della coalizione di centrodestra prosegue la complicata ricerca di una candidatura unitaria e il sindaco uscente Roberto Gualtieri affila le armi in vista della campagna per il secondo mandato, i movimenti extraparlamentari muovono le prime pedine.

L’ultima novità nel panorama politico capitolino porta la firma del fronte No Vax, pronto a strutturarsi in una vera e propria lista elettorale per tentare l’assalto alle urne alle prossime amministrative.

Il guanto di sfida è stato lanciato da un coordinamento di attivisti emerso nella stagione delle piazze calde contro le restrizioni pandemiche. Un arcipelago che, dopo i mesi della protesta pura, ha deciso di compiere il grande salto verso le istituzioni, pianificando il debutto di un proprio candidato sindaco all’ombra del Marco Aurelio.

La cabina di regia del progetto vede l’alleanza tra volti noti del ribassismo sanitario e della contestazione al Green Pass: tra i promotori spiccano infatti i nomi di Nicola Franzoni, Luca Teodori, Cristina D’Onofrio, Riccardo Fortin e dell’avvocato Polacco.

Se l’identità del leader che guiderà la coalizione resta per il momento top secret, i vertici del movimento assicurano che l’annuncio ufficiale arriverà in autunno, in concomitanza con una grande assemblea pubblica a Roma.

L’Asse Nazionale e le Linee Guida

Il manifesto programmatico della lista ripartirà dai capisaldi delle storiche mobilitazioni: autodeterminazione terapeutica, abolizione permanente di qualsiasi vincolo vaccinale e una dura contestazione verso l’introduzione delle nuove tecnologie digitali nella sanità e nei protocolli medici. Istanze che, nei piani dei fondatori, dovranno fare da apripista per una proiezione su scala nazionale.

L’ambizione dichiarata è quella di agganciare alle comunali di Roma e Milano anche la partita delle prossime elezioni politiche.

Per farlo, i promotori hanno contestualmente rivolto un appello a tutte le sigle minori dell’universo antisistema, caldeggiando la nascita di un cartello elettorale unico che sappia intercettare il voto di chi si è sentito escluso o penalizzato durante lo stato d’emergenza.

La Distanza dai Partiti e il Muro Contro Vannacci

Il neonato movimento ha però voluto tracciare una linea di demarcazione invalicabile per evitare sovrapposizioni. I fondatori hanno preso nettamente le distanze non solo dai cartelli tradizionali, ma anche dalle formazioni della destra sovranista.

Un siluro politico scagliato con precisione all’indirizzo del generale Roberto Vannacci e del suo schieramento, Futuro Nazionale, anch’esso in forte movimento per posizionarsi nella partita romana.

Secondo gli esponenti della lista No Vax, le posizioni e i ruoli ricoperti da Vannacci durante le fasi più acute dell’emergenza Covid-19 rappresenterebbero un ostacolo insormontabile, giudicato del tutto incompatibile con i valori fondanti del loro progetto.

Una separazione che rivendicano con orgoglio, decisi a correre in totale autonomia rispetto alle altre correnti della galassia sovranista e identitaria.

Il sipario sul nuovo soggetto si alzerà ufficialmente a ottobre, mese scelto per svelare il nome del candidato e i dettagli del programma per il Campidoglio. Un elemento di rottura in un quadro politico romano ancora fluido, dove il cammino verso i seggi si preannuncia più affollato e frammentato del previsto.

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