Friuli Venezia Giulia

Sospensione Schengen. Massolino (Pat-Civ), “ipocrisia politica”

9 giugno 2026 – ore 15:30 – “Le ultime notizie riportate dalla stampa locale stimano a oltre 20 milioni di euro il costo del ripristino dei controlli alla frontiera tra Italia e Slovenia: soldi dei contribuenti spesi in becera propaganda”. Così in una nota la consigliera regionale Giulia Massolino (Patto per l’Autonomia – Civica Fvg) commentando le notizie relative alla sospensione di Schengen tra Italia e Slovenia, e annunciando un’interrogazione a risposta immediata nella giornata di mercoledì 10 giugno. “Chiediamo alla Giunta regionale – spiega Massolino – conto dei costi, dei risultati ottenuti e delle ricadute sul Friuli Venezia Giulia di questa misura inutile e strumentale“.

“Siamo – prosegue la consigliera autonomista – di fronte a una gigantesca ipocrisia politica. Da una parte si tagliano servizi, si denunciano risorse insufficienti per la sanità, il trasporto pubblico o il sostegno alle famiglie. Dall’altra si trovano decine di milioni di euro per mantenere controlli attivi solamente su alcuni dei tanti valichi del nostro territorio. Controlli che non producono alcun effetto e che colpiscono soprattutto cittadine e cittadini, lavoratrici e lavoratori e imprese che attraversano ogni giorno il confine”.

“Allo stesso tempo – aggiunge Massolino – si grida all’invasione, ammettendo dunque che la misura non ha alcuna efficacia, e si spendono ulteriori soldi dei contribuenti per recintare parti di città, mentre le persone dormono, e talvolta muoiono, per strada”.

“L’inefficacia – osserva l’esponente di Opposizione – è attestata anche da quanto riportato dagli organi di stampa, secondo cui gli arresti direttamente collegati ai controlli di frontiera rappresentano una quota minima rispetto all’enorme dispiegamento di uomini e mezzi, e un numero in ogni caso in continuità con quelli effettuati prima del ripristino dei controlli”.

“La sicurezza – sottolinea Massolino – è una cosa seria e non può essere ridotta a una fotografia davanti a una sbarra o a un posto di blocco. Se esistono minacce reali, vanno contrastate con cooperazione internazionale, intelligence e lavoro investigativo, non con la messa in scena permanente di controlli che costano milioni e che servono soprattutto ad alimentare una narrazione politica fondata sulla paura”.

“Con convinzione – ricorda la consigliera – abbiamo partecipato alla protesta svoltasi a febbraio in concomitanza con il passaggio della fiaccola olimpica, una delle scuse adottate per richiedere un’ulteriore proroga della sospensione di Schengen”.

“Dobbiamo ribellarci con forza – aggiunge Massolino – all’assurdità di rinunciare a un pilastro del sogno europeo con cui le nostre generazioni sono cresciute e che dobbiamo impegnarci a difendere. Anche considerando la nota della Commissione europea di qualche giorno fa, che richiamava i Paesi membri a evitare l’abuso della sospensione del trattato di libera circolazione, sarebbe ora che si smettesse con queste continue proroghe e che si riaprissero finalmente i confini: non può essere la nostra nuova normalità”.

“Dopo oltre due anni – indica la consigliera di Pat-Civ Fvg – è arrivato il momento di fare una domanda molto semplice: quanti benefici reali hanno prodotto questi controlli? La realtà è che il ripristino dei confini è un palese fallimento istituzionale rispetto al fenomeno migratorio. Fa inorridire vedere amministratori e rappresentanti istituzionali riempirsi la bocca di Europa e cooperazione transfrontaliera, salvo poi accettare senza fiatare la presenza permanente di controlli lungo un confine che dovrebbe essere aperto.

“Un anno fa – conclude Massolino – Gorizia e Nova Gorica sono state presentate come il simbolo dell’Europa che unisce, ma nella quotidianità chi ci rappresenta continua a normalizzare barriere che generazioni di europee ed europei avevano scelto di abbattere”.

[c.s.] [a.a.]




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