Calabria

TIS Calabria, approvata la legge regionale. Brutto: “Una scelta di responsabilità con soluzioni concrete”



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“Con l’approvazione all’unanimità della legge in Consiglio regionale intendiamo compiere un passo decisivo verso il definitivo superamento del bacino dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), una delle più complesse e delicate questioni occupazionali che la Calabria si trascina da anni”.

Con queste parole il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Angelo Brutto, ha commentato il via libera al provvedimento che punta a chiudere una stagione di precariato storico. Un risultato che, come sottolineato dallo stesso esponente di FdI, nasce da una visione politica chiara e dalla sinergia con l’impegno del Presidente della Giunta, Roberto Occhiuto, e dell’assessore al Lavoro, Giovanni Calabrese.

La radiografia del bacino: i numeri della svolta

La nuova legge poggia su un’attenta ricognizione numerica effettuata dagli uffici della Regione Calabria. Su una platea iniziale di 3.758 TIS ammessi al quinto anno di tirocinio, il quadro attuale risulta fortemente evoluto:

Oltre 1.000 lavoratori over 60 hanno già beneficiato delle misure di fuoriuscita previste in precedenza.

Oltre 1.700 posizioni lavorative sono state coperte grazie alle procedure di selezione avviate dagli enti locali del territorio.

938 lavoratori costituiscono oggi la platea residua su cui si concentra l’attuale iniziativa legislativa.

“Parliamo di lavoratori che hanno garantito servizi essenziali nei Comuni, negli enti pubblici e nelle amministrazioni del territorio, spesso senza avere la certezza di un futuro stabile – ha spiegato Brutto –. A loro dobbiamo risposte serie, sostenibili e soprattutto definitive. L’obiettivo è svuotare completamente il bacino residuale”.

Tra assunzioni e incentivi: il piano d’azione

Per risolvere la vertenza, la legge introduce un sistema integrato che combina stabilizzazioni dirette e politiche attive del lavoro:

344 Stabilizzazioni totali: Grazie alle risorse statali già disponibili sarà possibile finanziare l’assunzione a tempo indeterminato di 277 lavoratori, a cui si aggiungono ulteriori 67 inserimenti resi possibili dal recupero di fondi assegnati negli anni precedenti e non ancora spesi.

Fino a 40mila euro di incentivo per la transizione: Per coloro che non rientreranno nei percorsi di assunzione pubblica, la proposta introduce una misura flessibile. È previsto un contributo economico una tantum (fino a 40mila euro, parametrato all’età del beneficiario), accompagnato da percorsi mirati di formazione, riqualificazione e ricollocamento sul mercato. “Non si tratta di un semplice incentivo all’uscita – precisa il capogruppo di FdI – ma di uno strumento per garantire una transizione dignitosa verso nuove opportunità professionali”.

Un investimento da 39,5 milioni di euro

L’intero impianto normativo è supportato da una dote finanziaria solida e strutturata, pari a circa 39,5 milioni di euro. I fondi derivano da un mix strategico di risorse statali, economie degli anni passati e dalla programmazione europea attraverso il PR Calabria 2021-2027.

L’obiettivo finale è duplice: offrire risposte occupazionali concrete ai tirocinanti e, allo stesso tempo, mettere a disposizione del sistema produttivo privato e della pubblica amministrazione calabrese competenze e professionalità già formate e consolidate sul campo in anni di servizio.

“Stop alle illusioni, diamo dignità e stabilità”

“Questa legge rappresenta una scelta di responsabilità. Non alimenta illusioni, ma offre soluzioni concrete e percorribili”, ha concluso Angelo Brutto. “Come Fratelli d’Italia abbiamo sempre sostenuto che il lavoro non può essere sinonimo di precarietà permanente. È arrivato il momento di trasformare una lunga emergenza sociale in una prospettiva di stabilità, dignità e sviluppo. La nostra legge va esattamente in questa direzione: dare risposte ai lavoratori, sostenere gli enti locali e costruire una Calabria che sappia valorizzare le competenze maturate negli anni”.


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