Omicidio Paganelli, a quasi tre anni dal delitto arriva il giorno della verità

E’ attesa per martedì a Rimini la sentenza di primo grado per Louis Dassilva, il 36enne senegalese a processo per l’omicidio di Pierina Paganelli avvenuto il 3 ottobre 2023 nel complesso residenziale di via del Ciclamino. Dopo oltre due anni e mezzo di indagini e un lungo dibattimento davanti alla Corte d’Assise, si avvicina il momento del verdetto per l’unico imputato nel procedimento sul delitto della pensionata riminese aderente ai Testimoni di Geova. La procura, con il pubblico ministero Daniele Paci, ha chiesto la condanna all’ergastolo, sostenendo che Dassilva abbia pianificato e portato a termine l’aggressione mortale per impedire che venisse scoperta la relazione extraconiugale intrattenuta con Manuela Bianchi, nuora della vittima.
Omicidio Pierina Paganelli verso la sentenza: tutti i punti dell’accusa e della difesa spiegati nel dettaglio
All’imputato vengono contestate le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti, della crudeltà e della minorata difesa. Di segno opposto la linea della difesa, rappresentata dagli avvocati Riario Fabbri e Andrea Guidi, che hanno sollecitato l’assoluzione contestando la solidità dell’impianto accusatorio. Secondo i legali, mancano prove dirette che colleghino Dassilva all’omicidio: non è mai stata trovata l’arma del delitto, non vi sarebbero elementi scientifici che lo collochino sulla scena del crimine e resta senza identità un profilo genetico maschile rilevato durante le attività investigative. La difesa ha inoltre messo in discussione l’attendibilità delle dichiarazioni di Manuela Bianchi, ritenute decisive dall’accusa. Prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio, l’udienza sarà dedicata alle repliche delle parti e alle ultime controrepliche difensive. La decisione è attesa in serata.
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