Società

L’ex principe Andrea d’Inghilterra subaffittava cottage ai suoi dipendenti mentre viveva quasi gratis al Royal Lodge

I conti della famiglia reale britannica tornano sotto osservazione e, ancora una volta, al centro delle polemiche c’è l’ex principe Andrea.

Un rapporto del National Audit Office, l’equivalente britannico della Corte dei Conti, ha rivelato che l’ex duca di York, mentre viveva al Royal Lodge di Windsor, subaffittava alcuni cottage della proprietà ai propri dipendenti, incassandone i canoni. Tutto perfettamente legale, ma sufficiente ad alimentare nuove discussioni sui privilegi di cui ha goduto per anni.

I cottage affittati ai dipendenti

Secondo il rapporto, l’ex duca di York aveva il diritto di subaffittare tre degli otto cottage presenti nella tenuta. Non è però noto quanto chiedesse agli inquilini né quale fosse la destinazione dei proventi.

Il punto che ha fatto discutere è un altro: mentre percepiva questi affitti, Andrea viveva al Royal Lodge pagando un canone puramente simbolico, il cosiddetto peppercorn rent (un granello di pepe), previsto dal contratto dopo i milioni investiti per la ristrutturazione della residenza.

Il documento evidenzia inoltre che l’ex principe avrebbe continuato a percepire gli affitti dei cottage fino all’aprile 2026, anche dopo aver lasciato la proprietà.

L’uscita dal Royal Lodge

Il principe Andrea ha vissuto per oltre vent’anni nella grande residenza di Windsor, composta da trenta stanze, prima di essere costretto a lasciarla.

Negli ultimi anni la sua posizione all’interno della famiglia reale si è progressivamente deteriorata dopo lo scandalo legato ai rapporti con Jeffrey Epstein. Privato degli incarichi pubblici e dei titoli reali, è stato infine allontanato dal Royal Lodge per volontà di re Carlo III e oggi vive nella tenuta reale di Sandringham.

Anche Beatrice ed Eugenia sotto i riflettori

Il rapporto ha portato alla luce anche un’altra situazione destinata a far discutere. Per quasi vent’anni le principesse Beatrice ed Eugenia hanno vissuto in appartamenti all’interno di Kensington Palace e St James’s Palace senza sostenere direttamente i costi dell’affitto.


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