Sicilia

Addio al vecchio «Esame di Stato», debutta la nuova Maturità. Ecco le novità

La Maturità 2026 cambia fisionomia, a partire dal nome – non più Esame di Stato ma Maturità, appunto – e dal calendario, che si sposta in avanti di 24 ore rispetto alla tradizione. Per ottenere il diploma non basterà più affidarsi ai calcoli sui crediti: la nuova architettura delle prove richiede un ruolo attivo dello studente, punta a valutarne il grado di maturazione, autonomia e responsabilità, e attribuisce un peso inedito al comportamento in classe. Il colloquio, della durata di 40-60 minuti, con la riforma voluta dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, si trasforma nel vero perno dell’esame. È obbligatorio parteciparvi attivamente: chi sceglie di fare «scena muta», magari per protesta, come avvenuto l’anno scorso, andrà ora incontro alla bocciatura immediata. Un elemento di forte rottura rispetto al passato è l’impatto diretto del comportamento sulla prova orale.

I candidati con valutazioni inferiori a sei decimi in condotta non vengono nemmeno ammessi alle prove finali. Per chi, invece, si presenta al colloquio con un risicato sei in comportamento scatta una penalità formativa: questi studenti dovranno obbligatoriamente redigere, presentare e discutere con la commissione – che ne indicherà la tematica prima dell’avvio dell’esame – un elaborato critico aggiuntivo incentrato sui temi di Cittadinanza attiva e solidale. Per tutti l’interrogazione seguirà una scaletta rigorosa: scompare lo «spunto» proposto dalla commissione e si inizia con una riflessione personale e autonoma del maturando sul proprio vissuto scolastico. L’altra grande novità della riforma è l’addio ai collegamenti liberi. L’esame si limiterà a quattro materie fisse (Italiano, la materia della seconda prova e due discipline scelte a gennaio dal Ministero). L’elenco è consultabile tramite il portale ministeriale. Il candidato esporrà poi l’esperienza pratica dei percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (ex Pcto), affrontando un confronto mirato su Costituzione, ambiente e cittadinanza. Per giudicare i ragazzi è stata pensata una macchina d’esame più snella e questa è un’altra novità. La commissione passa da 7 a 5 componenti più il presidente: due commissari interni, due commissari esterni ed un presidente di commissione esterno. La valutazione finale continua a essere espressa in centesimi, con la sufficienza fissata a quota 60.

Il punteggio massimo raggiungibile si ottiene sommando: fino a 40 punti di crediti scolastici (accumulati nel triennio conclusivo delle superiori), fino a 20 punti per il primo scritto, fino a 20 punti per il secondo scritto, fino a 20 punti per l’orale. A scombinare i piani potrebbe, però, intervenire la condotta: per intascare il massimo dei crediti nel triennio (40 punti) sarà indispensabile vantare almeno nove in comportamento. Altra novità: i punti bonus scendono a 3 rispetto ai vecchi 5 e potranno essere sbloccati solo da chi arriva alla fine dell’esame con almeno 90 punti. Il traguardo del «100 e lode” richiederà 40 punti di credito, 60 punti pieni all’esame, nessun ricorso ai bonus e il parere unanime della commissione.


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