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Daje Flavio! Cobolli in finale con Zverev al Roland Garros prova a fare la storia – Il Tempo


Francesca Schito

Appuntamento con la storia. Dopo aver vinto il doppio al Roland Garros Juniores da ragazzino, oggi Flavio Cobolli ci prova con il torneo dei grandi. In un’edizione mai così imprevedibile, in cui tutti si aspettavano uno Jannik Sinner schiacciasassi, a prendersi la scena sono stati tre italiani: Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli. Oggi, alle 15 (diretta su Eurosport e su Nove), il 24enne romano affronterà Sascha Zverev nella sua prima finale Slam. A fare il tifo per lui ci sarà anche Edoardo Bove, arrivato a Parigi per sostenerlo.

L’impresa sarebbe incredibile e consegnerebbe al tennista romano l’ingresso in top five, subito dietro a Felix Auger-Aliassime salito numero 4 del mondo e battuto ai quarti. Gli scontri diretti con Zverev dicono 3-1 per il tedesco che però ha perso l’ultimo precedente sulla terra di Amburgo in casa sua quindi – e le cui ultime sei sconfitte sono arrivate per mano di un tennista italiano, la più recente contro Luciano Darderi agli Internazionali Bnl d’Italia. Un pizzico di scaramanzia che ben s’intona con il tennista romano che ha ripetuto ampiamente quanto sia legato a determinati riti seguiti alle vittorie: dalle racchette che sono sempre state accordate allo stesso modo durante il torneo, alle cene con gli amici per festeggiare i successi e quelle con il suo team per preparare il nuovo match, fino alla stessa doccia a Bois de Boulogne, quella che peraltro usava sempre Rafael Nadal.

L’ultima trionfo di un italiano al Roland Garros era arrivato cinquant’anni fa, per mano dello stesso Adriano Panatta che poche settimane fa aveva consegnato il suo testimone a Jannik Sinner nel cinquantesimo anniversario della sua vittoria al Foro Italico. Chiamato a premiare anche a Parigi, se dovesse passare la coppa a Cobolli sarebbe un incrocio incredibile.

Mentre ieri Mirra Andreeva si è laureata regina del Roland Garros, oggi l’attesa è tutta per gli uomini. Dall’altra parte della rete ci sarà Sascha Zverev, numero 3 del mondo, che non è mai riuscito a vincere uno Slam.

Il tedesco parte da strafavorito, con addosso tutta la tensione di un’occasione irripetibile: una finale senza Sinner e Alcaraz. Per lui che ha sempre sofferto il confronto con l’altoatesino in modo particolare, oggi c’è tutto da perdere. Zverev avrebbe la possibilità di entrare nella storia, cosa che gli è sfumata dalle mani con l’arrivo dei nuovi marziani del tennis, l’altoatesino e il murciano.

Ha avuto la possibilità di diventare numero uno del mondo quando il 24enne di Sesto era fermo a causa della squalifica per l’affaire Clostebol, ma non c’è riuscito impantanandosi nello swing sudamericano. Sullo Chatrier ha anche subito – in una semifinale contro Djokovic – il peggior infortunio della sua carriera, distruggendosi i legamenti della caviglia, uno stop che lo ha tenuto lontano dal tennis di vertice per quasi un anno.

Quella di oggi è una chance irripetibile. Arriva invece senza grossa pressione Cobolli, underdog di questo torneo che ha avuto la buona sorte di risparmiarsi una possibile maratona in semifinale a causa dello sfortunato forfait di Arnaldi.

«Prepareremo questa finale come abbiamo fatto dal primo turno con Pellegrino – le parole del papà e coach Stefano Cobolli a Sky Sport Con Zverev la parte tattica è molto importante».

Da lunedì, nel peggiore dei casi, Flavio sarà numero 10 del mondo, impresa riuscita ad appena sette italiani da quando esiste il ranking computerizzato (1973): «Come ho già detto tante volte, non credevo arrivasse in alto così in fretta. Io pensavo in una crescita graduale, non così vertiginosa come in quest’ultimo anno. Sicuramente è stato bravo lui, evidentemente dentro ha qualcosa di speciale. Credo che si meriti la classifica che ha ottenuto». Le sue lacrime in tribuna lo scorso Wimbledon sono ancora vivide nei ricordi, chissà che oggi non arrivi altro fa celebrare.


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