Zerocalcare si espone su Movimenti Production e le condizioni dei lavoratori dopo Due Spicci: “Non strumentalizzate il mio nome, accuse diffamatorie”
Zerocalcare, la serie Netflix diventa un caso. Movimenti Production al centro di presunte rivelazioni scomode da parte di lavoratori e lavoratrici, l’artista di Rebibbia chiarisce la propria posizione sui social.
2 Giugno 2026 16:21
Dal generale al particolare. Zerocalcare torna su Netflix con Due Spicci, serie cinematografica che conclude un’ipotetica trilogia composta da altri due capitoli precedenti come Strappare Lungo i Bordi e Questo Mondo non mi renderà Cattivo, un’epopea che racconta la vita adulta fra sorrisi, amarezza e qualche imprevisto. Quando Michele Rech, in arte Zerocalcare, ha scritto il plot di quest’ultimo prodotto non pensava di anticipare – in qualche maniera – la realtà. Talento o casualità?
La storia prende vita anche fuori dalla sala di montaggio e una vicenda legata al mancato compenso (equo e socialmente riconosciuto) ai collaboratori impegnati nella produzione della serie entra a gamba tesa nella promozione della stessa. In pochi giorni non si parla più soltanto della validità e le emozioni che sono state in grado di animare un simile lavoro, ma si disquisisce sul fatto (presunto) che Zeroclacare possa aver contribuito allo sfruttamento di lavoratori dedicati che, secondo quanto emerge, avrebbero denunciato condizioni di impiego e trattamenti di lavoro inaccettabili per compenso ricevuto e richieste messe in atto.
Zerocalcare e il caso Due Spicci: il fumettista si espone
Si parla di un progetto, come quello di Due Spicci, che avrebbe coinvolto circa 400 persone. Compensi orari particolarmente bassi e ore impiegate sproporzionate rispetto alla mole di lavoro richiesta e generata. Uno squilibrio che, in men che non si dica, diventa il centro di un’inchiesta e porta Maurizio Gasparri – Senatore di Forza Italia – a presentare formalmente un’interrogazione parlamentare al Ministero del Lavoro. Presieduto da Marina Calderone.

L’obiettivo è una verifica sui rapporti contrattuali che intercorrono tra Movimenti Production e i propri collaboratori. La casa di produzione, nello specifico, ha rimandato le accuse – ormai non più velate – di sfruttamento al mittente definendo le insinuazioni di Gasparri e parte della stampa come “diffamatorie”. Prima ancora che l’opinione pubblica possa determinare dove sia – in tutta questa vicenda – la verità, il nome di Zerocalcare è ripreso a caratteri cubitali sui giornali e messo al centro di una querelle mediatica tutt’altro che semplice da gestire.
Il messaggio social dell’artista
Passa il messaggio che Michele Rech sapesse le condizioni di lavoro a cui erano sottoposti determinati lavoratori eppure avrebbe scelto ugualmente di lavorare con Movimenti Production. Nel frattempo, mentre il dibattito inizia a montare anche sui social, Netflix – che cura la distribuzione della serie – si smarca immediatamente da qualsiasi tipo di coinvolgimento. Cosa che provvede, attraverso un video social, a fare anche Zerocalcare.
Il fumettista si aggiunge al coro della Movimenti Production, definendo determinate accuse come diffamatorie, ma precisa anche altri aspetti: “Io sono il creatore della serie, quindi disegno i personaggi, doppio le voci, mi occupo della parte creativa del prodotto. Non posso, né sono in grado, di mettere bocca su questioni economiche e produttive. Nonostante sia una parte importante di questa filiera. Mi dispiace, se è vero quello che sta circolando in queste ore, che i lavoratori della società di produzione non mi abbiano considerato in questa battaglia. Se me ne avessero parlato, mi sarei speso. L’ho fatto per tante altre cause, non mi sarei tirato indietro. Mi auguro che da questa strumentalizzazione del mio nome, possa nascere un confronto serrato sul tema. Il rispetto del lavoro altrui è importante. Lo dico pur non avendo nulla a che fare, direttamente, con le dinamiche interne della produzione”.
Movimenti Production respinge ogni accusa
Insomma, Zerocalcare mette un punto ma la vicenda è tutt’altro che chiusa. Movimenti Production smentisce qualsiasi tipo di insinuazione riguardante le condizioni di lavoro dei propri dipendenti, ma le verifiche continueranno anche se il fumettista – per tutelare la propria immagine – ha chiarito la posizione di creatore e ideatore della serie. Senza scendere in ulteriori dettagli. Il prossimo capitolo di questa intricata vicenda spetterà agli organi competenti.
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