Emilia Romagna

Svolta storica, ora la Città Metropolitana Romagnola


“Il documento congiunto sottoscritto dalle associazioni datoriali e sindacali romagnole sull’Alta Velocità è una svolta storica. Vedere l’intero blocco sociale superare le frammentazioni per esprimersi con un’unica voce dimostra che i tempi sono maturi per un cambio di passo radicale. Come Repubblicani, raccogliamo questo stimolo e lo rilanciamo come l’asse portante dello sviluppo futuro”. A dichiararlo è Eugenio Fusignani, segretario regionale del Partito Repubblicano Italiano dell’Emilia-Romagna, commentando la presa di posizione unitaria di Confindustria, Legacoop, Confcooperative, Agci, Cna, Cgil, Cisl e Uil della Romagna.

Secondo Fusignani, il quadruplicamento della tratta Bologna-Castel Bolognese, primo “collo di bottiglia” da eliminare, è “l’architrave su cui poggia la competitività internazionale dell’intera economia romagnola. La Romagna non può più prescindere dall’Alta Velocità, pena l’isolamento dai corridoi europei. Parliamo dell’ossigeno indispensabile per connettere le nostre eccellenze: il Porto di Ravenna, snodo strategico nazionale ed europeo le cui merci necessitano di collegamenti ferroviari rapidi; il sistema aeroportuale di Forlì e Rimini, essenziale per l’industria e per un turismo globale; e la vocazione manifatturiera e di ricerca del polo cesenate. Isolare un solo pezzo di questo ingranaggio significa compromettere il futuro di tutti”.

Per il segretario del Pri, l’appello delle categorie a superare i campanilismi deve ora tradursi in un preciso impegno politico: la nascita della Città Metropolitana Romagnola. Le forze produttive sono già più avanti della burocrazia e dei confini amministrativi ereditati dal passato. Questo comune sentire deve diventare il nucleo per edificare la Città Metropolitana Romagnola. Non si tratta di alimentare spinte separatiste: la Regione deve rimanere unica e coesa. Al contrario, dare vita a una realtà istituzionale che unisce oltre un milione di abitanti e un Pil di rilievo nazionale significa qualificare l’architettura del territorio. In questo modo si dà solida dignità e pieno vigore a quel “trattino” che tiene insieme l’Emilia e la Romagna, consentendo alle nostre comunità di concorrere a rendere ancora più forte e competitiva l’intera istituzione regionale”.

Fusignani conclude condividendo la richiesta delle sigle di istituire immediatamente un tavolo di confronto tecnico con la Regione, esortando la politica al coraggio della visione: “Sosteniamo la necessità di un tavolo di confronto basato su studi rigorosi di flussi e collegamenti, perché le scelte si fanno su basi tecniche e non sulle suggestioni della propaganda. Ma alla solidità dei dati serve il coraggio politico. Il quadruplicamento della Bologna-Castel Bolognese deve essere l’avamposto di una progettazione che prosegua con determinazione lungo l’intera dorsale adriatica, unendo ciò che la storia, la cultura e l’economia concepiscono da sempre come un corpo unico”.


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