Puglia

5 condannati arrestati a Bari

Studiavano le abitudini delle vittime, prima di introdursi nelle loro case e rapinarle. E, al momento del furto, indossavano parrucche da donna, passamontagna e mascherine. Le chiavi di casa, poi, le avevano a disposizione dopo averle sottratte ai proprietari, oppure le riproducevano a partire da una foto. I carabinieri del Comando provinciale di Bari hanno tratto in arresto cinque persone, in ottemperanza agli ordini di esecuzione per la carcercazione emessi dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bari e conseguenti alle sentenze definitive di condanna per associazione a delinquere 416 c.p., per reati commessi nelle province di Bari e Bat fra il 2020 e il 2021.

Le condanne sono giunte a seguito delle risultanze investigative raccolte, con attività tecniche, perquisizioni e pedinamenti, dai militari della Compagnia carabinieri di Monopoli, che hanno ricostruito l’esistenza di un’organizzazione criminale ben strutturata, che si appropriava di ingenti quantitativi di denaro e oggetti di valore dalle casseforti installate nelle abitazioni delle vittime, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica. Gli arrestati, secondo quanto emerso, per commettere i crimini utilizzavano radio ricetrasmittenti, disturbatori di frequenza (cosiddetti jammer), flessibili, e auto di grossa cilindrata rubate, o con applicate targhe falsificate, scegliendo le vittime da colpire dopo aver studiato le loro abitudini di vita e le disponibilità economiche, anche tramite pedinamenti e appostamenti mirati. Per introdursi nelle abitazioni delle vittime, gli associati, che erano soliti indossare parrucche da donna, passamontagna e mascherine, utilizzavano sia chiavi sottratte ai proprietari che quelle riprodotte a partire da una foto. Infine, è stata localizzata e documentata l’esistenza di una base logistica a Bari usata per occultare i mezzi rubati, gli attrezzi da scasso e, talvolta, la refurtiva trafugata in attesa di essere avviata nei canali del riciclaggio.




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