Friuli Venezia Giulia

Natisone, l’elicottero poteva arrivare in tempo per salvarli

GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Se il Comando dei vigili del fuoco di Udine avesse attivato l’elisoccorso regionale fin dalla prima chiamata di Patrizia Cormos, il velivolo sarebbe potuto arrivare sul Natisone alle 13.50, 20 minuti prima della tragedia. Se a chiederne l’intervento fosse stata la Sores alla prima chiamata ricevuta, sarebbe giunto 10 minuti prima, verso le 14. In entrambi i casi, Patrizia, Bianca e Cristian avrebbero potuto essere salvati.

Inutile, invece, l’intervento dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco partito da Venezia: anche se allertato tempestivamente, difficilmente sarebbe potuto arrivare in tempo.

Sono alcuni degli elementi emersi questa mattina in Tribunale a Udine durante la deposizione del luogotenente dei carabinieri Mario Liardo, che ha illustrato i risultati delle indagini effettuate dai militari.

Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, né i vigili del fuoco, né l’infermiere della Sores rispettarono i protocolli. L’elicottero Doppia India decollò da Pasian di Prato alle 14.07 per arrivare sul posto quando i tre ragazzi erano già stati travolti da un paio di minuti.

Questo nonostante alle 13.49 la responsabile dell’elisoccorso, Alessandra Spasiano, avesse già dato l’ok per attivare il velivolo sanitario, raccomandandosi di portare a bordo la ciambella per i salvataggi fluviali.

Tra le mancanze imputate all’infermiere, il non aver chiamato l’elisoccorso con il numero di emergenza, che avrebbe immediatamente messo in preallarme l’equipaggio facendo suonare una sirena. I vigili del fuoco della sala operativa, invece, utilizzarono diversi minuti per capire l’esatta posizione dei ragazzi, quando le coordinate precise – riportate nella scheda d’intervento del Nue – erano disponibili al momento della prima chiamata di Patrizia.


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