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Truffe agli anziani, l’allarme della Questura di Isernia: “Fenomeno in crescita con danni economici e affettivi profondi” (VIDEO) | isNews

Il commissario Edoardo Lobascio illustra i raggiri più frequenti sul territorio, messi in atto da malviventi provenienti da fuori regione, e fornisce i consigli utili per difendersi


ISERNIA. Il fenomeno delle truffe agli anziani registra una crescita sul territorio e in provincia di Isernia assume un rilievo particolarmente significativo. A delineare lo scenario e a illustrare i dettagli di questi raggiri è il commissario Edoardo Lobascio, responsabile della Squadra Mobile della Questura di Isernia, il quale evidenzia come negli ultimi mesi e negli ultimi anni la cittadinanza sia stata colpita da una serie di episodi sia nel capoluogo pentro sia nei centri più piccoli, dove il controllo da parte delle forze dell’ordine risulta meno capillare. Il Molise, spiega il dirigente, è un territorio piccolo che si trova vicino a regioni più grandi e viene per questo preso spesso come bersaglio da truffatori limitrofi che giungono da fuori regione per colpire la popolazione locale, motivo per cui l’attenzione deve rimanere molto alta.

Questo tipo di reato desta un particolare allarme sociale poiché colpisce vittime vulnerabili, molto spesso persone anziane o affette da invalidità e problemi cognitivi che non consentono di comprendere con esattezza ciò che sta accadendo. Il commissario Lobascio rimarca come il danno subito non sia soltanto di natura patrimoniale, pur trattandosi di cifre ingenti dato che la consegna di duecento o trecento grammi d’oro, rivenduti anche a novanta euro al grammo, equivale a tanto denaro. Il danno è anche e soprattutto di natura affettiva, in quanto gli oggetti consegnati sono legati a ricordi profondi come le fedi nuziali o l’oro del battesimo, lasciando una ferita profonda nella vittima. Si tratta di un reato subdolo che agisce sugli affetti e che segue una modalità precisa. Soggetti provenienti da fuori regione effettuano diverse chiamate in sequenza fino a trovare una persona che cede al raggiro, potendo contare su un complice presente sul territorio che ha il compito di recarsi fisicamente a prelevare il denaro e i preziosi. Chi si presenta alla porta si qualifica come esponente delle forze dell’ordine, tra Polizia, Carabinieri o Guardia di Finanza, prospettando una situazione di pericolo per un figlio o un nipote. Tra i pretesti utilizzati vi è la finta notizia che il congiunto sia rimasto coinvolto in un furto o in una rapina e che sia necessario prelevare tutto l’oro presente in casa per verificare che non si tratti della refurtiva, oppure viene richiesta un’ingente somma di denaro come cauzione per scagionare il parente dalle accuse.

Per difendersi da queste condotte il dirigente della Squadra Mobile indica una serie di precauzioni essenziali. I soggetti che devono prestare maggiore attenzione sono i titolari di utenze fisse, poiché è su queste linee che si concentra la maggior parte delle chiamate dei truffatori. Quando si riceve una telefonata di questo tipo è necessario mantenere il dubbio sulla veridicità della stessa e, qualora qualcuno si presenti alla porta in abiti civili, occorre verificare il tesserino identificativo e la placca, oppure controllare la divisa e l’auto d’istituto se in uniforme. In ogni caso di incertezza, il commissario invita a contattare immediatamente il 112, numero unico di emergenza, per chiedere conferma della presenza di operatori sul posto. Lobascio evidenzia infine che le forze dell’ordine non chiedono mai soldi o oro con queste modalità, che in Italia l’istituto della cauzione in denaro per essere scagionati da un reato non esiste e che un eventuale sequestro di beni richiede un decreto del giudice regolarmente notificato. L’attività istituzionale prevede infatti la convocazione negli uffici della Questura e, qualora gli operatori si rechino presso un’abitazione, compiono ogni accertamento per farsi identificare con certezza assoluta.

Pierre


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