Guerriglia a Parigi. Sui social spunta la rete pro-violenti
Gli arresti e i disordini in Francia la notte della finale di Champions League hanno dato vita a una rete di supporto e solidarietà per chi è considerato vittima della azioni della polizia, della repressione da parte dello Stato. Per questo sui canali Telegram francesi, ma anche Italiani, sono nati i gruppi di supporto legale contenenti consigli per la strategia difensiva. Ma anche moduli da compilare per chi si ritiene vessato da parte delle forze dell’ordine: «Sei stato vittima o testimone di violenze o abusi commessi da agenti di polizia o gendarmi in Francia? Inviaci la tua testimonianza. Puoi testimoniare in forma anonima o con uno pseudonimo. Ti chiediamo soltanto di indicarci un mezzo per poterti ricontattare. Adottiamo tutte le misure necessarie per proteggere la tua identità e le tue informazioni», si legge su un sito locale.
Poi aggiungono: «Descrivi gli eventi passo dopo passo: cosa? Dove? Quando? Come? Perché? Specificando, se possibile, orari e luoghi, i diversi colpi e le violenze subite, da parte di quali agenti, le ferite o i sintomi provocati, le parole pronunciate dalle forze dell’ordine, citandole, se possibile».
Un’ampia rete che, invece di provare a contrastare il fenomeno e capire la rete dei circa 800 soggetti
fermati, vogliono indagare sui comportamenti della Polizia, creando un’indagine parallela. Nessuno si preoccupa dell’incremento degli arresti pari al 45% rispetto allo scorso anno, ma difendono strenuamente gli aggressori.
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