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Arretrati docenti e ATA, soldi attesi per luglio, ma Anief avverte: “Attenzione ai conti, ecco perché”

Chi lavora nella scuola dovrà attendere ancora qualche mese prima di vedere accreditati gli arretrati del nuovo contratto 2025-2027. La finestra temporale indicata è quella di luglio, quando finalmente gli uffici contabili potranno sbloccare le somme trattenute.

A fornire l’aggiornamento è Daniela Rosano, segretaria generale dell’Anief, che ha messo in guardia il personale su un possibile rischio: quello di ritrovarsi con un importo inferiore al dovuto.

Il rallentamento, spiega il sindacato, è dovuto ai tempi tecnici degli organi di controllo. “È stato necessario verificare ogni singolo elemento dell’intesa sottoscritta”, ha chiarito Rosano. Un passaggio obbligato che ha finito per slittare la data di pagamento, senza però intaccare il periodo coperto. Gli arretrati riguarderanno infatti gli anni 2025 e 2026, fino al mese in cui verranno effettivamente erogati.

Ma c’è un’altra scadenza da tenere a mente. Il triennio di vigenza contrattuale prevede un’ulteriore progressione delle retribuzioni: “Nel 2027 è previsto un aumento aggiuntivo – ha ricordato la segretaria – perché le risorse disponibili cambiano distribuzione anno per anno”. Non si tratta quindi di una tantum, ma di una dinamica a scaglioni.

Il vero nodo, secondo Anief, riguarda il metodo di calcolo. Il sindacato ha invitato tutto il personale a verificare con attenzione il quantum spettante. Motivo? L’indennità di vacanza contrattuale relativa al periodo 2025-2027 non dovrebbe subire decurtazioni. E invece, stando a quanto denunciato dall’organizzazione, Noipa avrebbe già ammesso in risposta a precedenti richieste di aver applicato trattenute sugli arretrati del contratto 2022-2024. “Per la seconda volta – avverte Rosano – il rischio è che vengano sottratti importi che per legge vanno invece riconosciuti per intero”.

Insomma, luglio non sarà solo la data da segnare in agenda per chi aspetta gli arretrati. Sarà anche il banco di prova per capire se i conteggi finali rispetteranno quanto promesso. O se si aprirà un nuovo fronte di contestazione.

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