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Percorsi abilitanti e riserva GPS: per la prima fascia vale solo il titolo conseguito entro il 30 giugno 2026 ma alcuni Atenei non fanno in tempo

Riserva prima fascia GPS per l’anno scolastico 2026/27: l’apertura della finestra è attesa per il periodo 15 giugno – 2 luglio 2026 ma il titolo dovrà essere in possesso entro il 30 giugno 2026. Le condizioni sono già indicate nell’OM n. 27 del 16 febbraio 2026.

Scioglimento riserva titolo abilitante

L’ art.7 comma 4 lettera i) dell’OM n. 27 del 16 febbraio 2026

Possono altresì essere inseriti con riserva nella prima fascia coloro che conseguono l’abilitazione o la specializzazione sul sostegno entro il 30 giugno 2026

A tal fine, le dichiarazioni di avvenuto conseguimento del titolo potranno essere presentate tramite “istanze online” a partire dalle ore 9.00 del 15 giugno 2026 e fino alle 23.59 del 2 luglio 2026. Il mancato conseguimento del titolo o la mancata comunicazione dell’avvenuto conseguimento con le modalità e le tempistiche sopra indicate comporta l’esclusione dalla prima fascia, determinando l’inserimento dell’aspirante nella fascia spettante sulla base dei titoli effettivamente posseduti.”

Non tutti gli Atenei concludono il percorso entro il 30 giugno 2026

Ci viene segnalato che non tutti gli Atenei riescono a concludere in tempo il percorso abilitante. I tempi di attivazione dei percorsi infatti in alcuni casi non si concordano con quelli delle graduatorie, ma in alcuni casi la beffa deriva dal fatto che la conclusione è prevista pochi giorni dopo la scadenza.

Devono organizzarsi gli Atenei o il Ministero dovrebbe attendere tutti?

Il Ministero ha posto come termine ultimo per il conseguimento del titolo il 30 giugno perchè, di solito, questa è la data che permette agli Uffici Scolastici di organizzare il lavoro in tempo per fine agosto.

Se la data dovesse essere spostata, di quanto potrebbe essere portata in avanti? Il 10 luglio? E perchè non l’11 o il 15 luglio? In ogni caso si verrebbe sempre a creare una disparità di trattamento. Discorso diverso se, come in anni non troppo lontani, la precedenza rispetto alla seconda fascia veniva acquisita a livello individuale una volta acquisito il titolo, senza dover attendere l’anno successivo per l’inserimento nell’elenco aggiuntivo alla prima fascia. Si trattava del riconoscimento del titolo specifico nei confronti del solo titolo di accesso. Questa modalità non è invece contemplata nell’OM n. 27 del 16 febbraio 2026.

Richiesta di proroga del termine del 30 giugno 2206

Proviene da Liliana Ragoni ex insegnante, ora in pensione, madre di uno dei “quattrocento”corsisti dell’Ateneo di Pisa, che ha calendarizzato gli esami pochi giorni dopo la scadenza ministeriale.

Ci troviamo di fronte all’ennesimo esempio di mala politica o, se vogliamo essere più benevoli, all’ennesimo inghippo burocratico, questa volta di una banalità disarmante, che impedirà di fatto a circa 400 insegnanti precari, che in questo momento stanno frequentando il corso abilitante presso l’Ateneo pisano, di accedere alla tanto agognata graduatoria di prima fascia, alla quale sono iscritti con riserva. Occorre precisare che l’assegnazione delle supplenze annuali avviene scorrendo in via prioritaria le graduatorie di prima fascia e, successivamente, quelle di seconda. Per gli aspiranti docenti, quindi, questa scalata dalla seconda alla prima fascia, è di fondamentale importanza.

Finalmente a fine gennaio (Decreto Ministeriale n. 138 del 27-01-2026), quindi con enorme ritardo, viene pubblicato dal Ministero il decreto per i corsi abilitanti 2025/26 che è il terzo ciclo di corsi, identico ai due precedenti.

Per onor di cronaca il percorso di cui stiamo parlando è condizione sine qua non per accedere alla graduatoria, ma non gratuito, come ci si potrebbe aspettare, vista, appunto, la sua obbligatorietà. Gli insegnanti in questione hanno affrontato spese che vanno dai 2000 ai 2500 euro (più spese accessorie), convinti però di aver fatto la scelta risolutiva per il loro futuro lavorativo.

Ma allora, dove sta l’inghippo? Il decreto c’è, il denaro è stato pagato, il corso è partito (tardi).

Semplice da spiegare quanto paradossale: la calendarizzazione degli esami predisposta dall’Ateneo pisano va a collocarsi dopo la scadenza prevista dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (sono due infatti i ministeri coinvolti) per lo scioglimento della riserva. Termine ultimo aggiornamento graduatoria: 2 luglio; esami finali del corso dal 08 al 24 luglio).

Niente sono valse le molteplici richieste dei corsisti di anticipare le prove di esame…

Questi insegnanti, dopo mesi di studio, sacrificio fisico ed economico, solo per una manciata di giorni si vedranno negato l’accesso alla graduatoria per i prossimi due anni e si vedranno sorpassare da una schiera di altri loro colleghi (indipendentemente dalla loro anzianità di servizio), che hanno avuto la fortuna di frequentare il corso in altri Atenei o università telematiche. È certo che il caso pisano non sia l’unico in Italia, visto il ritardo con cui è stato pubblicato il Decreto.

Il modo per impedire che accada questa ennesima ingiustizia è molto semplice ed è ciò che stanno chiedendo i precari coinvolti: basta una proroga dei termini di scadenza da parte del Ministero.

Basta un po’ di buona volontà, insomma.

Ho insegnato per oltre 41 anni e sono stata impegnata nella scuola  come RSU per almeno 15 e mai mi sono imbattuta in “anomalie ” di questa portata.
Resto comunque fiduciosa che si possa trovare una soluzione….

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