Economia

Patto di stabilità, l’Ue apre all’Italia: flessibilità sull’energia ma non per i sussidi

ROMA – Si va verso una certa flessibilità per l’energia all’interno della clausola di salvaguardia che prevede deroghe al Patto di stabilità per gli investimenti nella difesa. Sarebbe questa l’indicazione che arriverà mercoledì dalla Commissione Ue, secondo quanto si apprende a Bruxelles, accogliendo di fatto le richieste italiane. La flessibilità sarebbe prevista per investimenti e non per sussidi, secondo quanto trapela.

La premier Giorgia Meloni aveva dato mandato ai suoi ministri di perseguire tutte le strade per reperire le risorse necessarie a fare fronte ai rincari dell’energia, che, con ogni probabilità, non passeranno più per un taglio generalizzato delle accise, ma attraverso aiuti mirati alle fasce più deboli. Così come continua ad invitare a fare anche la Commissione europea. E proprio sull’asse Roma-Bruxelles qualcosa si muove, dunque, mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sta cercando di elaborare una proposta da sottoporre ai suoi interlocutori europei che possa portare a una apertura alla richiesta italiana di maggiore flessibilità.

L’attesa, come detto, è che Bruxelles chieda di privilegiare gli investimenti a sussidi. Le misure contro il caro-energia devono essere “temporanee e mirate”, ha raccomandato in giornata il commissario Ue Valdis Dombrovskis. “Si tratta di uno shock dell’offerta e non si può risolvere uno shock dell’offerta stimolando la domanda”, e va tenuto conto “anche delle esigenze di sostenibilità fiscale”.

Una partita in ogni caso molto complicata, si ammette in ambienti del governo, perché comunque si tratterebbe di rompere un argine su un tema delicato come l’energia, che potrebbe creare effetti a catena con gli altri partner.


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