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Recensione Reolink OMVI 3i WiFi: doppia visuale, AI e video 4K




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Reolink OMVI 3i WiFi è una videocamera di sorveglianza da esterno molto particolare, perché prova a unire in un solo prodotto due approcci diversi alla sicurezza domestica. Nella parte superiore ci sono due sensori che realizzano una visione panoramica a 180 gradi da 10 megapixel, mentre nella parte inferiore troviamo una videocamera motorizzata in 4K da 8 megapixel, pensata per seguire i soggetti e mostrare più nel dettaglio quello che sta succedendo.

È una soluzione pensata per chi vuole controllare spazi ampi senza rinunciare a un’inquadratura ravvicinata. La videocamera panoramica mantiene sempre sotto controllo l’intera scena, mentre quella inferiore può ruotare e inclinarsi per seguire persone, animali o veicoli. È proprio questo il punto più interessante della OMVI 3i WiFi: non si limita a registrare un campo visivo molto ampio, ma prova anche a usare quella visione d’insieme per guidare il tracciamento automatico.

La versione che abbiamo provato è quella WiFi, che in Italia viene proposta a 299 euro. Non è quindi una videocamera economica, ma punta chiaramente a una fascia alta del mercato, con registrazione locale, archiviazione su microSD, notifiche rapide, luce integrata molto potente, visione notturna a infrarossi o a colori e una ricerca tramite AI che permette di ritrovare eventi specifici all’interno dei filmati. Come spesso accade con i prodotti Reolink, l’app è molto ricca di funzioni, anche se non tutto è immediato da trovare o da gestire.

Design e installazione

Reolink OMVI 3i WiFi è una videocamera da esterno piuttosto vistosa, più per impostazione tecnica che per dimensioni assolute. Il corpo misura 202 x 151 x 125 millimetri e pesa 1,1 chilogrammi, quindi richiede comunque un fissaggio stabile, ma il design è coerente con quello di altri prodotti Reolink recenti: plastica bianca, grande area frontale nera per le ottiche panoramiche e modulo inferiore motorizzato per la ripresa PTZ.

La struttura è divisa in modo netto. In alto ci sono i due obiettivi della videocamera panoramica, affiancati da microfono, LED di stato e illuminatori. Il blocco delle fotocamera si regola in altezza e lo si fa manualmente. In basso si trova invece il modulo mobile, con il suo obiettivo dedicato, gli infrarossi e gli spotlight. Sul retro sono presenti lo slot microSD, che supporta schede fino a 512 GB, e il tasto reset. È una configurazione abbastanza completa e pensata per un utilizzo continuativo all’esterno, anche grazie alla certificazione IP66 e al range operativo dichiarato tra -10 e 55 gradi.

L’installazione della variante WiFi è semplice. A differenza del modello PoE, questa versione richiede solo l’alimentazione tramite alimentatore da 12V e si collega alla rete domestica tramite WiFi dual band a 2,4 e 5 GHz, con supporto al Wi-Fi 6 e alla protezione WPA3. Questo la rende più facile da collocare in ambienti dove non è pratico portare un cavo Ethernet, pur rimanendo vincolata alla presenza di una presa di corrente.

Reolink prevede il montaggio a parete, a soffitto o ad angolo, una flessibilità utile perché il posizionamento è particolarmente importante per una videocamera di questo tipo. La parte panoramica ha infatti un campo visivo orizzontale di 180 gradi e verticale di 65 gradi, mentre il modulo inferiore può ruotare di 350 gradi e inclinarsi di 50 gradi. Il risultato è una copertura molto ampia, ma conviene comunque scegliere con attenzione altezza e angolazione, soprattutto se si vuole evitare che la videocamera perda la visione di chi passa molto vicino o direttamente sotto di essa.

Nell’uso quotidiano abbiamo apprezzato la semplicità della configurazione iniziale e la potenza della luce integrata. Gli spotlight sono molto efficaci per illuminare la scena e permettere la visione notturna a colori, ma rendono anche il prodotto più invasivo quando si attivano in un contesto domestico. È un aspetto da considerare se la videocamera viene installata in una zona di passaggio frequente, in un giardino o vicino a un ingresso utilizzato spesso anche di sera. Rispetto alla TrackFlex Floodlight qui il faretto non può essere usato per l’illuminazione notturna, la luce è un po’ fredda e non può rimanere accesa in modo continuativo.

Qualità video e copertura

La particolarità di Reolink OMVI 3i WiFi è la combinazione tra una videocamera panoramica superiore e una videocamera motorizzata inferiore. La prima sfrutta due sensori per produrre una visuale a 180 gradi in 10 megapixel, con risoluzione 5120 x 1920 pixel a 20 fps. La seconda registra invece in 4K, con risoluzione 3840 x 2160 pixel a 20 fps, e può ruotare di 350 gradi e inclinarsi di 50 gradi.

Questa configurazione permette di avere due prospettive contemporanee. Da una parte c’è la visuale ampia, utile per non perdere il contesto e controllare un giardino, un cortile, un vialetto o un ingresso. Dall’altra c’è la videocamera PTZ, che può seguire il soggetto e mostrare un’immagine più ravvicinata. È una soluzione più ambiziosa rispetto a una classica videocamera motorizzata, perché anche quando il modulo inferiore si sposta, la visione panoramica resta sempre disponibile. Sui prodotti concorrenti dotati di movimento motorizzato si perde la visione d’insieme quando il sensore “rincorre” il soggetto.

La qualità video è uno degli aspetti migliori del prodotto. Lo stream si apre rapidamente, la connessione alla diretta è molto veloce e l’immagine risulta nitida, soprattutto considerando che parliamo di una videocamera di sicurezza e non di un dispositivo pensato per riprese creative. La qualità video è nettamente superiore a quella di molte altre videocamere provate in precedenza.

L’immagine rimane nitida in qualsiasi condizione, permettendo anche nel caso una migliore identificazione dei volti e delle targhe. Il movimento del sensore motorizzato è poi precisissimo nel seguire i soggetti, almeno dopo l’ultimo aggiornamento.

C’è poi un altro aspetto tipico delle videocamere panoramiche con più ottiche: nel punto in cui le immagini dei due sensori vengono unite può comparire una linea di stitching. Non è un problema grave, soprattutto se montata a debita distanza dai soggetti.

Nel complesso, però, OMVI 3i WiFi convince soprattutto per la quantità di informazioni che riesce a mostrare contemporaneamente. La visuale panoramica riduce il rischio di perdere quello che accade ai lati della scena, mentre il modulo PTZ aggiunge dettaglio e tracciamento. È un approccio che ha senso soprattutto in spazi ampi, dove una videocamera tradizionale rischierebbe di coprire bene una zona ma lasciare fuori campo il resto.

App, notifiche e funzioni smart

Come altri prodotti Reolink, anche OMVI 3i WiFi punta molto su un’app ricca di opzioni.

Da qui si accede alla diretta, alle registrazioni, alle impostazioni di rilevamento, ai preset, alla gestione degli allarmi e alle funzioni più avanzate. La videocamera supporta il rilevamento di persone, veicoli e animali, oltre a funzioni di protezione perimetrale sulla videocamera panoramica, come attraversamento linea, intrusione in zona e permanenza in area.

Il rilevamento viene elaborato localmente, senza dipendere necessariamente dal cloud. Questo è un punto importante, perché permette di usare le funzioni principali senza un abbonamento obbligatorio e mantiene più prevedibili i costi nel tempo. La videocamera può registrare su microSD fino a 512 GB, su NVR Reolink, su Home Hub, FTP e NAS, oltre a offrire compatibilità RTSP e ONVIF. Il cloud rimane una possibilità, ma non è il centro dell’esperienza.

Le notifiche arrivano velocemente e anche l’apertura dello stream è molto rapida. È uno degli aspetti più convincenti nell’uso quotidiano, perché riduce quella sensazione di ritardo che spesso rende meno utili le videocamere di sicurezza.

Quando arriva un avviso, si riesce ad aprire la diretta in tempi brevi e verificare cosa sta succedendo senza aspettare troppo.

Meno riuscita è invece la gestione della disattivazione temporanea delle notifiche quando si è in casa. È possibile creare delle scorciatoie nella home per rendere l’operazione più rapida, ma rimane una soluzione meno elegante rispetto ad altri sistemi che gestiscono meglio questo scenario, magari con attivazione e disattivazione automatica tramite geolocalizzazione. È un limite pratico, più che tecnico: le notifiche funzionano bene, ma sospenderle al momento giusto richiede ancora troppi passaggi. Il rischio è di disattivarle mentre si è in casa e poi dimenticarsi di attivarla quando si esce. Si può risolvere automatizzando il tutto con sistemi terzi, ma non è detto che sia qualcosa che tutti sanno o vogliono fare.

Tra le funzioni più interessanti c’è la ricerca tramite AI. È possibile cercare un evento descrivendo ciò che si vuole ritrovare, per esempio un’auto rossa, e il sistema propone risultati contestuali all’interno delle registrazioni.

È una funzione potenzialmente molto utile, soprattutto quando la videocamera registra molte ore di filmati e si vuole evitare di scorrere manualmente la timeline. Il limite è che il menù è un po’ nascosto, quindi non è una funzione che si scopre subito.

La videocamera supporta anche audio bidirezionale, sirena, spotlight, time lapse, compressione H.264 e H.265 e integrazione con Google Assistant. Non abbiamo potuto testarlo in prima persona ma anche l’integrazione con Home Assistant dovrebbe essere buona.

Visione notturna e sicurezza attiva

Reolink OMVI 3i WiFi può lavorare sia con visione notturna a infrarossi sia con visione notturna a colori tramite spotlight. Gli infrarossi arrivano fino a 30 metri, mentre la luce integrata permette di illuminare la scena e mantenere immagini a colori anche quando la luminosità ambientale è bassa.

La luce è uno degli elementi più evidenti del prodotto. Gli spotlight sono molto potenti e, quando si attivano, cambiano nettamente la leggibilità della scena.

Questo è utile per riconoscere meglio persone, animali o veicoli, ma ha anche una funzione di deterrenza: insieme alla sirena integrata, la videocamera può reagire in modo più visibile a un rilevamento rispetto a un modello che si limita a registrare.

La gestione dell’illuminazione è flessibile. Gli spotlight possono essere attivati manualmente, programmati o associati al rilevamento di persone, veicoli e animali. È possibile quindi decidere se usarli solo come supporto alla visione notturna o anche come parte del sistema di allarme. L’audio bidirezionale permette inoltre di parlare tramite la videocamera, ad esempio per interagire con chi si trova davanti all’ingresso o per avvisare una persona rilevata dalla videocamera. Nell’uso reale, la visione notturna è convincente, anche prima dell’attivazione completa della luce.

Resta poi da considerare l’impatto pratico degli spotlight. La loro potenza è un vantaggio quando si vuole illuminare un’area esterna, ma può risultare eccessiva in zone molto frequentate o vicine ad abitazioni, finestre o passaggi.

In questi casi conviene lavorare con attenzione su zone di rilevamento, orari e modalità di attivazione, per evitare accensioni indesiderate.

Registrazione e archiviazione

Le modalità di registrazione sono tre: registrazione attivata dal movimento, registrazione programmata e registrazione continua 24 ore su 24. Di default viene indicata la registrazione su movimento, che è probabilmente la scelta più sensata per un uso domestico, perché riduce lo spazio occupato e rende più semplice consultare gli eventi. Chi invece vuole una copertura permanente può impostare la registrazione continua, tenendo però conto del maggior consumo di memoria.

La variante WiFi si alimenta tramite alimentatore da 12V e consuma meno di 24W. Non è quindi una videocamera completamente wireless a batteria: per funzionare ha comunque bisogno di una presa di corrente. Questo va considerato prima dell’acquisto, perché semplifica l’installazione rispetto a una soluzione cablata via Ethernet, ma non elimina la necessità di predisporre un punto di alimentazione.

Rispetto alla versione PoE, il vantaggio principale della variante WiFi è la maggiore semplicità di posizionamento in case già finite, dove portare un cavo di rete può essere complicato. In cambio, si rinuncia alla stabilità tipica del collegamento cablato e si dipende dalla qualità della rete WiFi. Nel nostro caso, però, la connessione allo stream è risultata molto rapida e non ha penalizzato l’esperienza d’uso.

Prezzo

Reolink OMVI 3i WiFi arriva in Italia a 299 euro. È una cifra importante per una videocamera di sicurezza domestica, ma coerente con l’ambizione del prodotto: qui non si paga solo una videocamera da esterno, ma un sistema con doppia visuale, tracciamento automatico, registrazione locale, spotlight potenti, notifiche rapide e funzioni AI integrate.

Foto

Il sample per questa recensione è stato fornito da Reolink, che non ha avuto un’anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a questo link.

Giudizio Finale

Reolink OMVI 3i WiFi

Il suo punto di forza principale è la copertura. La visuale panoramica a 180 gradi permette di tenere sotto controllo un’area molto ampia, mentre la videocamera motorizzata aggiunge dettaglio e può seguire il soggetto rilevato. 

Molto buona anche la qualità video. Le immagini sono nitide, la connessione allo stream è rapida e la visione notturna beneficia di spotlight davvero potenti. A questo si aggiunge l’ottima flessibilità dei supporti di registrazione e la ricerca AI.

Reolink OMVI 3i WiFi ha senso per chi vuole sorvegliare aree ampie, vuole registrare in locale e preferisce evitare abbonamenti ricorrenti. Nel complesso è una delle soluzioni più convincenti per chi vuole una videocamera da esterno evoluta, con ampia copertura e ottima qualità video. Speriamo che in futuro Reolink possa migliorare anche la gestione dell’attivazione tramite app.

Voto finale

Reolink OMVI 3i WiFi

Pro

  • Ottima qualità video
  • Buon tracciamento dei soggetti
  • Vista molto ampia
  • Velocità di reazione

Contro

  • L’attivazione tramite app è solo manuale (o a tempo)
  • Non costa poco
  • La luce può essere anche troppo forte

Emanuele Cisotti

Emanuele Cisotti
Ho fondato AndroidWorld nel 2008 durante il mio periodo di studi di ingegneria a Firenze. Ho continuato a gestire AndroidWorld e poi SmartWorld, espandendo quindi l’ambito di competenza, all’interno prima di Banzai Media e poi di Mondadori. A oggi svolgo principalmente il lavoro di gestione del mio team e di rapporto con i marchi, ma non per questo sono meno operativo. Sono conosciuto principalmente per le mie video recensioni di smartphone su YouTube, ma la mia specializzazione riguarda anche wearable (come smartwatch e smart ring), dispositivi di domotica e altri gadget tecnologici sfiziosi. Molti di questi trovano spazio sul canale TikTok di SmartWorld.

Dal 2011 al 2014 ho lavorato sulla rivista Android Magazine disponibile in edicola e in versione digitale. Sono autore di tre guide riguardanti Android edite da LSWR. Tre le mie passioni principali la musica elettronica (in quasi qualsiasi declinazione) e le costruzioni LEGO, che sono il principale nemico del mio conto in banca.

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