Lazio

Onorato lancia la nuova forza civica. Il 12 giugno a Roma

Non l’ennesimo cartello centrista destinato a frammentare ulteriormente il panorama politico italiano, né una sigla di facciata per trattative parlamentari.

L’ambizione dichiarata è molto più strutturata: trasformare la fitta rete di amministratori locali tessuta in questi mesi in una forza politica organizzata e permanente, capace di far valere il proprio peso specifico all’interno del campo progressista e di imporre nell’agenda nazionale il pragmatismo di chi governa quotidianamente i territori.

Il progetto prenderà ufficialmente corpo il prossimo 12 giugno a Roma, nella cornice del Palazzo dei Congressi all’Eur.

Lì verrà presentata la nuova creatura politica nata dall’evoluzione del “Progetto Civico Nazionale”, l’iniziativa lanciata alla fine del 2025 dall’assessore capitolino ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato.

Per il battesimo della nuova formazione è atteso lo stato maggiore del centrosinistra al gran completo: dalla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein al leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, fino ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs), Riccardo Magi (+Europa) e il socialista Enzo Maraio. Sul palco salirà anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Tra le assenze pesanti della vigilia salta all’occhio quella della sindaca di Genova Silvia Salis, che pure aveva condiviso i primi passi del cammino.

La scommessa di Onorato: «Nati senza sponsor, daremo voce ai territori»

A pochi giorni dal debutto ufficiale, Onorato rivendica con forza l’autonomia e la crescita esponenziale del movimento.

«In pochissimi mesi abbiamo raccolto l’adesione di ben 685 amministratori locali. È un cammino nato dal basso, senza finanziatori occulti o sponsor politici tradizionali. Non siamo interessati a fondare l’ennesimo partitino moderato di centro, vogliamo costruire una casa politica solida per sindaci, assessori e consiglieri che conoscono le emergenze reali dei cittadini».

L’obiettivo strategico è colmare un vuoto di rappresentanza. Secondo i promotori, la classe dirigente locale finisce troppo spesso per fare da serbatoio di voti ai partiti tradizionali senza contare nelle scelte che contano.

Da qui la necessità di una struttura nazionale stabilmente ancorata nel centrosinistra, ma dotata di una forte identità riformista, civica e popolare.

Un posizionamento che si rifletterà anche sulla selezione dei candidati. Il neonato movimento (il cui nome definitivo è ancora top secret e non coinciderà con quello originario) ha già chiarito che parteciperà con proprie espressioni a eventuali primarie di coalizione.

Una linea di rottura rispetto alla visione dell’ex alleata Silvia Salis, favorevole a modelli alternativi per la scelta dei leader.

Il programma del 12 giugno e il giallo dell’invito a Renzi

Il programma del pomeriggio del 12 giugno prevede una prima sessione a porte chiuse, riservata esclusivamente agli amministratori aderenti, per definire l’organigramma e la linea politica.

A seguire si aprirà la fase pubblica, con le testimonianze dai territori e la relazione introduttiva di Onorato, che precederà il dibattito con i leader nazionali della coalizione.

Tra gli invitati dell’ultima ora figura anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. «L’invito è stato regolarmente recapitato, ma al momento da parte sua non è giunta alcuna risposta di adesione», fanno sapere dall’entourage dell’assessore romano.

Dal 13 giugno tutti in piazza: via alla raccolta firme per le preferenze

Il debutto della formazione non si esaurirà nelle stanze del Palazzo dei Congressi. Già il giorno successivo, il 13 giugno, scatterà la prima vera mobilitazione nazionale del movimento.

Per quarantotto ore, gli amministratori della rete saranno presenti in cento piazze italiane per lanciare una grande raccolta firme incentrata sul ritorno delle preferenze nella legge elettorale.

Sarà questo il primo vero banco di prova sul campo per una forza che punta a scardinare le liturgie dei partiti romani, partendo dai municipi per ridisegnare gli equilibri del centrosinistra del futuro.

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