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Modeselektor, Hacienda, Roma – Live Report :: OndaRock

Era partita con i peggiori auspici la prima edizione di Invincible Fest. Inizialmente programmata nello spazio open dell’Eur Social Park, doveva rappresentare le prove generali dell’estate romana 2026 oramai alle porte. E invece, a causa delle previsioni metereologiche avverse, la quattro giorni (da giovedì 14 a domenica 17 maggio) è stata spostata 48 ore prima dell’inizio nello spazio al chiuso dell’Hacienda, quartiere Tiburtino, che già in passato aveva ospitato eventi dalla stessa organizzazione. Rapido tam tam sui social, qualche telefonata ad amici e conoscenti, e la situazione è salva, pur se in un’area con capacità ridotta, in grado però di preservare l’atmosfera raccolta del live club. Atmosfera determinante in particolar modo nella prima giornata del Festival, quella di giovedì 14 maggio, dedicata ai suoni di matrice più rock. Alle 20 in punto cancelli aperti, grande curiosità per il nuovo evento capitolino, una birra, quattro chiacchiere, qualcuno si assiepa immediatamente in transenna, qualcun altro si rilassa nelle sdraio poste all’esterno, tempo tre quarti d’ora e gli Ultraglass inaugurano ufficialmente l’edizione 2026 di Invincible Fest, con i loro suoni che molto spesso ricordano da vicino la new-new-wave degli Interpol. Gli Ultraglass presentano alcuni brani presenti nel loro album del 2024, “Crystal Soft Black”, chiudendo con un inedito che funge da apripista per il prossimo disco.

E’ il giusto antipasto per riscaldare il pubblico prima del set dei Gurriers, band irlandese formatasi durante la pandemia e impostasi sulla scia del successo riscosso da Fontaines D.C., Murder Capital e dalle tante band dell’area di Dublino che hanno caratterizzato il recente reflusso post-punk. Le canzoni contenute nell’esordio “Come And See” lasciavano sperare in un brillante futuro, richiamando spesso sia gli stessi Fontaines D.C. (“Nausea” si muove sulle stesse coordinate di “Hurricane Laughter”) che gli Idles. Nella trasposizione live i ragazzi non perdono una briciola della propria grinta, centellinando in anteprima anche alcune tracce che saranno contenute nel loro secondo album, “Nobody’s Coming To See You”, previsto in uscita il prossimo 25 settembre. I protagonisti più attesi della prima serata sono però i Maruja, from Manchester, formazione fortemente politicizzata e apertamente pro-Palestina. Sul palco sfoderano il meglio di quanto inciso finora, a iniziare dalle canzoni contenute in “Pain To Power”. Posti in scia ai ben più chiacchierati Kneecap, i Maruja si presentano con una formazione singolare: sezione ritmica, voce e sassofono, con la chitarra che appare raramente a tracolla del frontman Harry Wilkinson. Un crossover (intinto in una forma personalissima di hardcore-jazz) che ricorda tanto i Rage Against The Machine quanto i ben più giovani Turnstile, con il pubblico che sorprendentemente manda a memoria gran parte dei testi delle canzoni. Fra bandiere palestinesi, pubblico che urla ogni singolo slogan e la band che tiene il palco in maniera spettacolare, lo show si chiude con il pugno destro in alto, non solo la band ma l’intera platea dell’Hacienda.

Dopo una prima serata tanto intensa sarebbe difficile fare di meglio, ma l’organizzazione di Invincible Fest è riuscita a disegnare una serie di situazioni completamente diverse, caratterizzando in maniera forte ogni singola giornata. La seconda, quella di venerdì 15 maggio, è segnata dalla pioggia scrosciante, le previsioni nefaste erano quindi corrette, ma poco male, tutto si svolge indoor. lo scenario stilistico di riferimento muta in maniera radicale: spazio all’elettronica di Natascha Polké, sul palco accompagnata soltanto dai propri synth, e dall’acclamatissimo dj set dei leggendari Royksopp. Nel mezzo tornano anche le chitarre, con i Kerala Dust. Si balla poi fino quasi a mattina con il set firmato Bluemarina. Il sabato è ancora più all’insegna della musica elettronica, con il set dei Modeselektor, forse il nome di punta dell’intero Festival, una firma che è una garanzia di qualità. Prima di loro sul palco gli olandesi Weval, mentre a chiudere la serata provvedono in consolle Fenoaltea e Camoufly. Ma non è finita, c’è anche una coda domenicale, più rilassata, con protagonisti Karaoke Indie, Frà Sorrentino, Il Solito Dandy e Dutch Nazari. Un’esperienza senz’altro riuscita quella di Invincible Fest, che confermerà òa propria presenza nei prossimi mesi attraverso una serie di eventi mirati, in modo da permeare l’intero anno con il proprio marchio.


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