Veneto

Inaugurata la rotatoria di Sant’Antonio, snodo strategico della viabilità del Camposampierese


Quello di ieri 30 maggio è stato un giorno di festa per la comunità di Camposampiero. Alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, a cominciare dal sindaco Katia Maccarone nelle vesti di padrone di casa, è stata inaugurata la rotatoria di Sant’Antonio con annessa riqualificazione dell’omonima via. «Questo intervento – ha detto Maccarone durante la cerimonia – è nato da un piano della mobilità del centro che aveva individuato i punti più critici. Tra questi abbiamo dato priorità a questo. Il tema principale è stato il superamento del vecchio incrocio a raso, tra via Sant’Antonio e la 307. Un nodo che da sempre creava forti criticità, con incolonnamenti, difficoltà di immissione e controllo quotidiano da parte della Polizia Locale. Ma anche il miglioramento di tutto l’asse di va Sant’Antonio e la messa la sicurezza di pedoni e ciclisti. Oggi il traffico gira in sicurezza e autonomia, senza più code. La visibilità è buona e la velocità è rallentata grazie al fatto che l’intera area della rotatoria è stata rialzata. Anche tutto il tratto di via Sant’Antonio ha raggiunto gli obiettivi prefissati».

L’opera ha presentato notevoli complessità. L’importo finanziario è stato di 1,4 milioni di euro, di cui 350mila di contributo della Regione. Anche l’iter amministrativo è stato molto articolato. Il luogo in cui si era chiamati ad operare è particolarmente delicato, sia a causa della presenza di corsi d’acqua e di potenziali criticità idrauliche, sia per la valenza storica, culturale e paesaggistica dell’area. Si trova infatti all’ingresso del centro storico e vicina all’area dei Santuari Antoniani, sottoposta a vincolo monumentale. E’ stato necessario pertanto ottenere le autorizzazioni dalla Soprintendenza, dal consorzio Acque Risorgive e dal definitorio provinciale dei Frati Minori Conventuali. Gli aspetti viabilistici e dimensionali hanno avuto le necessarie prescrizioni e autorizzazioni da Veneto Strade e dalla Polizia Locale.

Punti fermi sono stati: la dimensione di 30 metri di diametro, necessaria per permettere di passare senza problemi ad ogni tipologia di mezzo, in particolare gli autobus, del trasporto pubblico, ma anche diretti verso i Santuari Antoniani. La collocazione verso il Muson Vecchio della rotatoria, determinata dall’ impossibilità di interferire a est col nodo idraulico regolato dal Businello.
L’allargamento dell’area stradale ha comportato la costruzione di un ponte sul Muson Vecchio e il rifacimento nella parte finale di via Sant’Antonio, della parete di contenimento e recinzione verso l’area dei frati, molto più bassa. Spostandosi lungo via Sant’Antonio è stato realizzato ex novo un marciapiede al lato nord, allargato il percorso ciclopedonale verso il Vandura e messi in sicurezza i cinque attraversamenti pedonali, ora tutti illuminati. Su tutta l’area di intervento è stata rinnovata l’illuminazione.

Prima dei lavori di cantiere gli enti preposti, Etra e Ap-Reti Gas, hanno completamente rifatto i sottoservizi lungo tutta l’area, dalla rotatoria ai Santuari. Nell’ambito del complesso dei lavori è stata anche realizzata una pulizia con restauro della statua in bronzo di Sant’Antonio, del 1960, opera dell’autore Luigi Strazzabosco. All’interno è stata inserita una pergamena a ricordo di questi interventi, dentro ne era presente un’altra che risaliva al 1960 con la prima posa di questa meravigliosa statua.

Maccarone ha proseguito: «Oggi chiediamo la benedizione al rettore dei Santuari Antoniani, padre Fernando Spimpolo e una preghiera di affidamento al Santo. A lui è dedicato questo punto di Camposampiero, che è luogo antoniano, quasi ad accogliere chi arriva. E’ stata scelta proprio per questo una data di inaugurazione vicina alla festa del 13 giugno, in prossimità dell’avvio della Tredicina e della festa di Sant’Antonio. Desidero ringraziare – ha concluso il primo cittadino – tutti coloro che hanno reso possibile questo intervento così importante: la Regione per il contributo finanziario, i nostri santuari Antoniani e il definitorio provinciale dei Frati Minori Conventuali, la Polizia Locale con il comandante Antonio Paolocci e la continua e competente gestione di tutti gli impatti viabilistici dei lavori, delle chiusure, del senso unico provvisorio, gli uffici comunali, in particolare l’ufficio tecnico con l’architetto Corrado Martini, il raggruppamento di professionisti guidato dall’architetto Luca Pasquali, che ha seguito la progettazione e la direzione lavori, l’ingegner Tolio, le ditte esecutrici che hanno lavorato con competenza e rapidità, tutti gli Enti coinvolti. Una sfida vinta che oltre tutto ha reso anche visibilmente più bello e ampio l’accesso al centro città».


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