Lucky Break – made it!
Emma Gerson in arte lucky break è la più recente scommessa della Fire Records che da circa due anni tesse le lodi di questa musicista ventiquattrenne nata a New York per poi traslocare a San Francisco. Un EP all’attivo (l’affascinante “Biggest Thing” del 2024) prima di arrivare al disco d’esordio, “made it!”, che riprende i toni già sperimentati in “One Way To Be” traccia che chiudeva proprio “Biggest Thing”.

Mixato e masterizzato da Jessica Thompson (Margo Guryan, X-Cetra, Errol Garner) e co – prodotto da Elliott Woodbridge che ha suonato anche buona parte degli strumenti l’album s’ispira chiaramente all’alt rock anni ottanta e novanta senza trascurare gli ultimi sviluppi del genere in canzoni che raccontano il passaggio tra adolescenza e età adulta.
Melodie riflessive quelle di “Big Swing”, chitarra elettrica e acustica, sintetizzatori, archi, basso e batteria accompagnano la voce già matura di lucky break, spesso malinconica in brani come “Burning String”. Evidente anche l’influenza di sonorità alt country e folk in “Camp Song” con chitarra slide e mandolino, uno dei momenti più intensi insieme a “City Lights” con Woodbridge impegnato anche alla melodica o pianetta.
I vent’anni possono essere momento di bilanci come dimostra l’agrodolce “Crush” mentre “Darklight” è puro indie rock grintoso e nostalgico, grinta che contagia anche la graffiante “Head Down”. Il lato pop di lucky break emerge pienamente in “If People Could Fly” col ritornello in falsetto e nell’accattivante “Pictures Of Herself” ma la musicista americana sembra trovarsi più a suo agio in brani dell’atmosfera soffusa e raccolta come “Red Balloon” e “Spinning Cup”.
Un disco che non nasconde i propri punti di riferimento, The Breeders e Melissa Etheridge ma anche Soccer Mommy, la prima Courtney Barnett con arrangiamenti ben curati e la voce di Emma Gerson capace di esprimere con sicurezza i dubbi, la melanconia di tanti suoi coetanei. È dunque una buona prova sulla lunga distanza quella di lucky break, artista da tenere d’occhio e ascoltare con attenzione per gli appassionati di rock al femminile.
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