Molo di levante, “un bene comune calpestato”: sit-in dei cittadini
Ieri mattina, 30 maggio 2026, sit-in di protesta dei cittadini dinanzi all’ingresso del “Braccio di Levante”. “La nostra presenza non è solo un atto di solidarietà, ma la naturale prosecuzione di un impegno che ci vede, sin dalle prime ore, in prima linea accanto ai cittadini liberi barlettani per difendere un luogo che non è solo un’infrastruttura portuale, ma un pezzo identitario della nostra comunità”, dichiarano i referenti di Rete Civica.
“Siamo stati tra i primi a esortare le istituzioni a un dialogo trasparente, raccogliendo e sostenendo con forza le numerose firme della petizione popolare. Oggi, mentre le autorità celebrano l’avvio di lavori tra passerelle e autocelebrazioni, i cittadini si trovano davanti a un cancello apposto d’autorità che nega l’uso di un bene che, per diritto e storia, appartiene a tutti i barlettani. Come sottolineato dall’Avvocato Raffaele Fiore, già Sindaco di questa città, “Il mare non è una proprietà dello Stato, ma una ‘res communis omnium’ e la chiusura del Molo lede diritti costituzionalmente garantiti. Il demanio marittimo è intrinsecamente destinato alla fruizione collettiva.”
Rete Civica esprime profonda preoccupazione per le “nebulose dinamiche amministrative” che circondano il Porto di Barletta. Mentre si enfatizzano progetti di allungamento dei moli, restano forti perplessità tecniche sollevate da esperti come l’Ing. Mimmo Doronzo riguardo ai reali livelli batimetrici che rischiano di rendere l’area inadeguata al grande naviglio commerciale, favorendo di fatto lo sviluppo di altri scali a discapito del nostro. Non possiamo accettare che la sicurezza o le esigenze operative diventino un paravento per negare il diritto allo svago, alla socialità e alla memoria storica legata al Molo di Levante e al suo iconico Trabucco. La giurisprudenza è chiara: il TAR Campania (sent. 870/2026) ha ribadito che l’Amministrazione ha il dovere di individuare soluzioni che garantiscano l’accessibilità del mare per tutti.
Chiediamo che l’Autorità Portuale e il Sindaco smettano di imporre decisioni dall’alto. È necessario un confronto alla pari, un dibattito pubblico che riconosca il Molo di Levante come “Bene Comune”. Il progresso di una città non si misura solo in metri di cemento, ma nella capacità di preservare il rapporto vitale tra i cittadini e il proprio mare. Rete Civica Barletta continuerà a vigilare e a lottare affinché quel cancello venga rimosso o regolamentato in modo da restituire ai barlettani il loro diritto di vivere il Porto, nel rispetto del pieno sviluppo della persona umana”.


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