Il castoro monitorato in Alto Adige
In Alto Adige il castoro continua a essere una presenza rarissima, ma non più soltanto occasionale. È quanto emerge da un’interrogazione presentata dai consiglieri provinciali del gruppo verde Madeleine Rohrer, Brigitte Foppa e Zeno Oberkofler, alla quale ha risposto l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste e turismo Luis Walcher. Secondo quanto comunicato dalla Provincia, il castoro è stato rilevato lungo la piccola Drava, nel territorio di San Candido, e lungo il corso della Drava fino al confine di Stato a Prato alla Drava. Al momento è stato documentato con certezza un solo esemplare, anche se gli esperti ritengono possibile la presenza di uno o due animali lungo il tratto compreso tra San Candido e il confine con l’Austria orientale. La presenza dell’animale viene monitorata dall’Ufficio Gestione fauna selvatica della Ripartizione forestale, che coordina le attività di controllo con il supporto delle stazioni forestali territoriali. La Provincia spiega inoltre di aver rafforzato il monitoraggio in collaborazione con le autorità tirolesi e con specialisti provenienti da Tirolo e Baviera, predisponendo documentazioni tecniche e misure di gestione per affrontare eventuali situazioni di conflitto.
La vicenda si inserisce in una storia naturalistica particolare. Il ritorno del castoro in Alto Adige era stato documentato per la prima volta nel 2020, quando alcune tracce individuate in Val Pusteria e successivamente confermate da una fototrappola avevano certificato il ritorno della specie dopo oltre quattro secoli di assenza. Secondo le ricostruzioni storiche, l’ultimo castoro osservato sul territorio altoatesino sarebbe stato catturato nel 1594 nei pressi di Versciaco. Negli ultimi anni il tema è diventato oggetto di studio anche da parte di ricercatori ed esperti di biodiversità. Eurac Research ha dedicato un incontro specifico al ritorno del castoro, sottolineando come alcuni individui si siano stabiliti proprio nell’area della piccola Drava e come la specie rappresenti al tempo stesso un importante arricchimento ecologico e una possibile fonte di conflitti nella gestione dei corsi d’acqua. Il caso del castoro si inserisce inoltre in un quadro più ampio di ritorno di specie selvatiche considerate rare o scomparse dal territorio altoatesino. Negli ultimi mesi il monitoraggio provinciale ha infatti confermato anche nuove presenze di lontra e lince nelle aree orientali della provincia, soprattutto in Val Pusteria e lungo i collegamenti ecologici con Austria e Tirolo. L’interrogazione depositata in Consiglio provinciale punta proprio a fare chiarezza sullo stato della popolazione di castori e sulle strategie adottate dall’amministrazione. Per ora i numeri restano estremamente contenuti, ma il monitoraggio prosegue, con particolare attenzione alla zona della Drava, considerata la principale porta d’ingresso naturale della specie verso l’Alto Adige.
✍️ Alan Conti




