Marconi, apre l’auto per rapinare uno zaino, ma il “bersaglio” è un poliziotto: finisce in manette
Ha scelto la vittima sbagliata, trasformando un tentativo di rapina lampo in un rocambolesco inseguimento stradale conclusosi con le manette e una sfilza di pesanti capi d’accusa.
Nel corso della giornata odierna, il quadrante di viale Marconi è stato teatro di un concitato episodio di cronaca nera che ha visto un malvivente tentare l’assalto all’auto di un poliziotto libero dal servizio, ignaro che l’uomo al volante stesse per iniziare il proprio turno di vigilanza proprio presso l’XI Distretto San Paolo.
La dinamica si è sviluppata in pochi istanti. Approfittando di una sosta del veicolo, il rapinatore si è avvicinato repentinamente alla portiera, spalancandola con violenza nel tentativo di afferrare uno zaino appoggiato sul sedile passeggero.
L’immediata reazione del poliziotto ha innescato una violenta colluttazione all’interno dell’abitacolo, terminata con la fuga del malvivente a bordo di un mezzo a folle velocità.
La caccia all’uomo in tempo reale sul Lungotevere
Nonostante le contusioni riportate durante la rissa, l’agente si è messo immediatamente all’inseguimento del fuggitivo, coordinandosi in tempo reale al telefono con la sala operativa della Questura e con i colleghi del Distretto San Paolo.
La corsa a ostacoli, ad altissimo rischio per la sicurezza stradale, si è snodata lungo le banchine e le corsie del Lungotevere.
La fuga del pirata stradale si è interrotta bruscamente quando diverse pattuglie della Polizia di Stato, allertate via radio, hanno attuato un perfetto posto di blocco a tenaglia, sbarrando ogni via di fuga.
Il conducente ha tentato un ultimo, disperato atto di resistenza attiva, dimenandosi e aggredendo gli agenti nel tentativo di evitare le manette, prima di essere definitivamente immobilizzato e messo in sicurezza.
Positivo al narcotest: scattano i gravissimi indizi di reato
Condotto presso gli uffici del commissariato per le procedure di fotosegnalamento, l’arrestato è stato sottoposto agli accertamenti clinici di rito per verificare il suo stato psicofisico al momento della guida.
Gli esami ematologici e il narcotest hanno dato esito positivo, confermando che l’uomo si era messo al volante sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Il bilancio finale dell’operazione registra lievi lesioni riportate dal primo agente intervenuto, medicato dal personale sanitario.
Al termine degli atti di rito e del coordinamento con l’Autorità Giudiziaria, l’uomo è stato formalmente dichiarato in stato di arresto.
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