Il modello Gsm: da pioniere dell’in-house a gigante multiservizi da 8 milioni di euro
PORDENONE – Dai primi passi nel 2002 alla consacrazione ai Park Days di Firenze: come la storica società pubblica Pordenone si è trasformata in un’eccellenza da 35 comuni soci e 50 contratti di servizio.
Con un valore della produzione stimato che vola oltre gli 8,4 milioni di euro nel 2024 e un solido patrimonio netto di 4,57 milioni di euro, che garantisce un eccezionale indice di solidità finanziaria vicino al 58,96%, Gsm (Gestione Servizi Mobilità) si presenta oggi come una realtà industriale e amministrativa straordinaria per il territorio del Friuli Occidentale, forte di una compagine sociale che conta ben 35 comuni soci e oltre 50 contratti di servizio attivi a copertura di un bacino di 343mila abitanti dislocati su un’area di 1.607 chilometri quadrati.
I numeri e i traguardi di questa consolidata eccellenza pubblica nel campo della gestione multiservizi sono stati illustrati oggi, a Firenze, dal direttore operativo Domenico Luca Piasentin in occasione delle celebrazioni dei Park Days, evidenziando un portfolio operativo ampiamente diversificato “che spazia dalla tradizionale sosta a pagamento e manutenzione della segnaletica stradale fino alla cura del verde pubblico, alla gestione del canone unico patrimoniale e alla riscossione coattiva di tutte le entrate tributarie e patrimoniali comunali”. Senza dimenticare la gestione di infrastrutture complesse come l’autostazione dei bus di Pordenone (il cui servizio pesa per il 7,78% sul fatturato), il Mercato Ittico di Marano Lagunare e il Centro sportivo comunale Bruno De Marchi.
Dietro questa fotografia di assoluto successo si cela, tuttavia, un cammino ventennale iniziato il 12 aprile 2002, quando la società fu costituita per iniziativa del Comune di Pordenone. Fin dai suoi primi anni di vita, la società ha dimostrato una spiccata dinamicità acquisendo la gestione della sosta dall’Aci di Pordenone ed estendendo l’attività ai comuni soci di San Vito al Tagliamento, Maniago, Spilimbergo e Cordenons, per poi affiancare già nel 2003 il servizio di manutenzione della segnaletica.
La vera svolta strategica e organizzativa si è concretizzata nel 2016 con l’introduzione della Legge Madia che, pur imponendo vincoli rigorosi, ha spinto la governance di Gsm a studiare nuovi scenari di crescita attraverso tre mosse decisive: l’ampliamento dell’oggetto sociale (introducendo verde pubblico, riscossione tributi e gestione immobiliare), l’aumento del capitale sociale a 300mila euro con la riduzione del valore nominale delle azioni da 500 a 100 euro per facilitare l’ingresso di nuovi enti locali con il minimo impegno finanziario, e, infine, la creazione di un ufficio interno specializzato nella consulenza normativa sulle procedure di in-house a supporto dei Comuni.
Questa riorganizzazione ha innescato una crescita esponenziale dei soci, passati dai soli 6 del 2016 a 11 nel 2018, fino ai 19 del 2020 e agli attuali 35, consolidando Gsm come un modello esemplare e imprescindibile di società multiservizi pubblica al totale servizio della comunità e dello sviluppo territoriale.
Tra l’altro i dati dell’esercizio 2025 di Gsm – già disponibili e prossimi all’approvazione da parte dell’assemblea dei soci – consolidano, ulteriormente, il valore e l’operato dell’azienda.
A rappresentare oggi l’amministrazione comunale c’era l’assessore Lidia Diomede: “I dati presentati da Gsm sono motivo d’orgoglio per l’azienda e per l’amministrazione Basso, che si sente parte integrante di questi risultati. Nonostante il confronto con realtà molto più grandi (come Firenze, Verona e Pisa), emerge che Pordenone, pur nel suo piccolo e con bilanci diversi, riesce a intercettare risorse e offrire servizi all’altezza grazie a strumenti innovativi come le collaborazioni in-house. L’obiettivo – prosegue l’assessore – è continuare su questa strada di collaborazione e confronto, consapevoli che la qualità dei servizi locali non ha nulla da invidiare a quella di città maggiori”.




