Resta ai domiciliari il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso
Resta ai domiciliari il deputato regionale di Forza Italia Michele Mancuso, così ha deciso la Cassazione. Rigetto totale il risultato della richiesta di scarcerazione da parte del difensore Alberto Fiore. La posizione è stata discussa venerdì scorso.
Mancuso è ai domiciliari dal 18 febbraio con l’accusa di corruzione. L’indagine coinvolge altre quattro persone nella gestione di fondi pubblici, tra cui un tramite del deputato e rappresentanti della società di organizzazione eventi “Gentemergente”.
Per il gip le spiegazioni fornite dall’onorevole nell’interrogatorio di garanzia non bastarono a giustificare i “gravi indizi di colpevolezza” emersi nel corso delle indagini, per questo diede seguito alla richiesta di arresto fatta dai pm nisseni.
Neanche il Tribunale del Riesame ha preso in considerazione le richieste dalla difesa e infine arriva il no della Cassazione. Mentre invece il Tribunale del Riesame di Caltanissetta aveva già disposto il dissequestro di 14.000 euro (12.000 euro più altri 2.000 euro) appartenenti al deputato regionale. I beni erano stati bloccati dalla procura nell’ambito di un’inchiesta per presunti episodi di corruzione e truffa legati a incarichi ed eventi pubblici.
Lo schema corruttivo sarebbe: un finanziamento pubblico per spettacoli le cui spese sarebbero state gonfiate, in modo da ottenere soldi in più per poter guadagnare sulle spalle dei contribuenti e pagare la tangente al politico che ha consentito di ottenere quel contributo.
Nello specifico 98 mila euro, dalla manovra di agosto 2024, per l’associazione Gentemergente di Caltanissetta, che secondo i magistrati ne avrebbe spesi davvero solo circa 20 mila, dando al deputato di Forza Italia 12 mila euro in contanti in tre rate.
A fare da tramite Lorenzo Tricoli, consulente del lavoro molto amico di Mancuso, lui trasferito dai domiciliari alla detenzione in carcere. Il provvedimento è scattato il 3 marzo 2026, quando il Gip ha disposto l’aggravamento della misura cautelare trasformando i domiciliari in detenzione.
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