Gridano: “Comunisti di m…” sotto la sede di Rifondazione. La denuncia: “Episodio inquietante”

Frasi inneggianti al duce e insulti rivolti alle persone presenti all’interno della sede provinciale di Rifondazione Comunista. È quanto denunciano alcuni esponenti della lista Alternativa Comune che ieri sera, giovedì 29 maggio, si sono riuniti per un’assemblea in via Po ad Arezzo, zona Saione. I protagonisti di questo atto deprecabile, stando alle testimonianze raccolte, sarebbero stati dei ragazzi a bordo di motorini.
Il racconto dei testimoni
“Verso le 22/22.30 – racconta Cristiano Rossi – mentre ci trovavamo in assemblea con il collettivo Alternativa Comune in via Po, abbiamo sentito delle urla provenienti dalla strada e abbiamo visto alcuni ragazzi in motorino inneggiare al duce e inveire contro di noi con frasi del tipo ‘Comunisti di m…’. Non siamo riusciti a documentare l’episodio, certamente inquietante, tanto più per il fatto che a 100 metri da noi c’è la sede di Spazio Lacerba-Casapound, concesso al gruppo neofascista da Arezzo Casa. Non abbiamo sporto denuncia – ha aggiunto Rossi – e ci auguriamo che si tratti di un episodio sporadico. A ogni modo è stato inquietante un fatto di questo tipo in un quartiere popolare e multietnico come Saione”.
Una precisazione è doverosa. Lo spazio dato in gestione all’associazione Lacerba, posto al piano terra di uno dei condomini di edilizia residenziale pubblica del Villaggio Gattolino, gli è stato affidato dopo la partecipazione a un bando, indetto da Arezzo Casa, società che gestisce il patrimonio di edilizia popolare in provincia, e al quale il gruppo ha partecipato regolarmente. Qui le dichiarazioni del presidente Arezzo Casa, Lorenzo Roggi.
La richiesta
“Ci vorrebbe una presa di posizione forte – ha dichiarato Roberto Bernardini – anche nei confronti del fatto che c’è una sede di CasaPound nei locali a piano terra di un edificio che ospita case popolari. Evidentemente c’è qualcosa che non quadra. Vorrei ricordare che il fascismo, stando alla Costituzione in vigore, è un’ideologia incompatibile con la vita politica italiana, perciò bisognerebbe che si prendesse atto del fatto che queste frange stanno diventato sempre più temerarie e prepotenti. Qualche domanda ce la dobbiamo pur fare”.
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