Friuli Venezia Giulia

Foibe, a Trieste il monumento che “costringe a guardare”: inaugurata l’opera contro l’oblio VIDEO-RACCONTO

29 maggio 2026 – ore 21:30 – È stato inaugurato questa sera in Largo Panfili, a Trieste, il monumento commemorativo dedicato alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria nell’ambito delle celebrazioni del Giorno del Ricordo. Alla cerimonia di scoprimento hanno partecipato autorità civili, militari, religiose e accademiche. Per il Comune di Trieste è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Francesco Di Paola Panteca, che ha portato i saluti dell’amministrazione e del sindaco Roberto Dipiazza. «Quest’opera parla della storia e delle tragedie che hanno attraversato le nostre terre nel corso del Novecento e rappresenta un monito che tiene vivo il ricordo, divulgandolo anche alle nuove generazioni e ai visitatori che arrivano da fuori», ha affermato Panteca. Gli interventi, moderati dalla docente dell’Accademia Rosita Commisso, si sono aperti con un messaggio telefonico della dirigente del Ministero dell’Università e della Ricerca, Lavinia Monti. Sono quindi intervenuti il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria Pietro Sacchetti, la studentessa Jasmine Iannì in rappresentanza del gruppo di progettazione, il direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Trieste e delegato del rettore per gli affari giuridici Giampaolo Dolso, il vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati e vicepresidente dell’Associazione delle Comunità Istriane Fabio Tognoni e il prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi. Presenti alla cerimonia anche il vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Francesco Russo, il consigliere regionale Claudio Giacomelli, che ha portato i saluti del Consiglio regionale, la presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Trieste Margherita Paglino, la deputata Nicole Matteoni, il vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati Fabio Tognoni e il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd) Renzo Codarin.

L’opera, selezionata attraverso un concorso pubblico nazionale promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca, è stata progettata dagli studenti Jasmine Iannì e Giuseppe Sabatino sotto la supervisione dei docenti Luigi Citarrella, Francesco Scialò, Pietro Colloca e Saverio Manuardi, con il coordinamento del direttore dell’Accademia Pietro Sacchetti. Il monumento si presenta come un cilindro trasparente in plexiglass alto sei metri e dal diametro di tre metri. Al suo interno sono collocate figure bianche sospese nell’atto della caduta. Plexiglass, acciaio e resina costituiscono gli elementi principali di una struttura che punta sulla trasparenza come metafora della memoria e della necessità di rendere visibile la tragedia. «L’idea nasce dalla volontà di rendere visibile la tragedia che si è consumata nel periodo giuliano-dalmata durante la guerra», ha spiegato Jasmine Iannì a margine della cerimonia. Secondo gli ideatori, il cilindro richiama simbolicamente la foiba ma, anziché nascondere, espone allo sguardo le vittime, trasformando il monumento in un luogo di riflessione pubblica e di memoria attiva. L’iniziativa conclude un percorso avviato il 7 febbraio scorso con una performance artistica realizzata dagli studenti dell’Accademia sotto la guida del professor Marcello Francolini in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo. Nel corso della cerimonia è stato inoltre sottolineato il contributo organizzativo e amministrativo fornito da Carmelo Grandinetti per la realizzazione del progetto.

Tra i presenti anche l’assessore regionale alla Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, che ha ribadito la necessità di continuare a trasmettere alle nuove generazioni la memoria delle foibe e dell’esodo. «Più passano gli anni e più vedo che questo messaggio non viene raccolto pienamente. Per i giovani è importante conoscere i drammi del Novecento. Quello delle foibe e dell’esodo è un capitolo fondamentale per il nostro territorio e per l’Italia», ha dichiarato. Scoccimarro ha inoltre proposto di ospitare stabilmente il Treno del Ricordo nella futura stazione-museo di Campo Marzio affinché possa essere visitato durante tutto l’anno da studenti e cittadini. La cerimonia si è conclusa con la benedizione dell’opera, il taglio del nastro tricolore, l’accensione dell’illuminazione e l’esecuzione dell’Inno di Mameli, consegnando alla città un nuovo luogo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Articolo di Francesco Viviani

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