Pilastro, nasce un nuovo comitato dopo le proteste sul MuBa

Dalle proteste contro il MuBa nasce una nuova realtà civica nel quartiere Pilastro. Dopo mesi di mobilitazione contro il progetto del Museo delle bambine e dei bambini Futura promosso dal Comune di Bologna, alcuni residenti hanno dato vita al Comitato popolare Pilastro, con l’obiettivo di ampliare il confronto ad altri temi che riguardano il quartiere. Il primo appuntamento pubblico è fissato per il 5 giugno alla Casa di quartiere di via Campana, dove i promotori invitano cittadini e residenti a discutere di ambiente, casa, lavoro, scuola e servizi.
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Dal MuBa a una piattaforma più ampia di rivendicazioni
Il nuovo comitato nasce prendendo spunto dall’esperienza del movimento MuBasta, che negli ultimi mesi si è opposto alla realizzazione del Museo delle bambine e dei bambini Futura nell’area del Pilastro. Secondo gli organizzatori, la mobilitazione ha contribuito a rafforzare la partecipazione civica nel quartiere e a far emergere questioni più ampie rispetto al solo progetto museale. “Dopo mesi di mobilitazione contro il MuBa il Pilastro è diventato un luogo ancora più ricco di partecipazione, lotta e solidarietà”, affermano i promotori in una nota diffusa per lanciare l’assemblea. Per il comitato, negli ultimi mesi si sarebbe creata “una netta frattura” tra le scelte dell’amministrazione comunale e una parte consistente della cittadinanza locale.
“I bisogni del quartiere restano sullo sfondo”
Nel documento diffuso dal Comitato popolare Pilastro si sostiene che molti problemi del quartiere siano stati trascurati nel dibattito pubblico. “È cresciuta anche la consapevolezza dei tanti problemi aperti al Pilastro e colpevolmente trascurati dalle politiche comunali”, scrivono gli attivisti. Da qui la decisione di allargare il perimetro della mobilitazione. L’obiettivo dichiarato è costruire un percorso di partecipazione che affronti temi come la qualità dei servizi, il lavoro, l’ambiente urbano e il diritto all’abitare. “A partire dalle mobilitazioni contro il MuBa può crescere una più ampia partecipazione che metta al centro ciò che conta per noi abitanti del rione e per l’insieme della cittadinanza bolognese”, spiegano i promotori.
Al centro del dibattito anche la scuola
Tra gli argomenti che saranno affrontati durante l’assemblea pubblica ci sarà anche il rapporto tra il progetto Futura e il mondo della scuola. Il Comitato popolare Pilastro richiama infatti la recente decisione dei docenti dell’Istituto comprensivo 11 di non aderire alla proposta del Comune di partecipare alla coprogettazione del nuovo museo. Una scelta che gli attivisti interpretano come un segnale politico preciso. “È un atto di sfiducia totale verso un progetto calato dall’alto e dimostra che la frattura che questo progetto ha creato tra i residenti si è estesa anche al mondo della scuola”, sostengono.
L’appello al Comune: “Più ascolto e meno decisioni dall’alto”
Nel documento di presentazione del nuovo comitato non manca una critica diretta all’amministrazione comunale. I promotori chiedono infatti un maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che riguardano il quartiere e contestano quello che definiscono un approccio poco partecipato ai progetti urbanistici e sociali destinati al Pilastro. L’appello conclusivo è rivolto direttamente a Palazzo d’Accursio: “Meno betoniere scortate e più ascolto vero”. La nascita del Comitato popolare Pilastro rappresenta dunque un nuovo capitolo nel confronto tra una parte dei residenti e il Comune sul futuro del quartiere e sulle trasformazioni urbane previste nella zona est della città.
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