Salute

Cadavere recuperato al largo di Tavolara: potrebbe essere uno dei fratelli Deiana scomparsi a Pasqua

Un cadavere è stato recuperato venerdì mattina nelle acque dell’isola di Tavolara da un peschereccio impegnato nella pesca a strascico. Secondo le prime indiscrezioni, potrebbe trattarsi di uno dei fratelli Deiana, Lorenzo e Giuseppe, i due giovani di Olbia scomparsi nel Golfo di Olbia la mattina di Pasqua dello scorso anno durante una battuta di pesca sportiva. L’allarme è stato lanciato dall’equipaggio dell’imbarcazione dopo il recupero dei resti nelle reti. Il corpo è stato trasportato nel porto di Golfo Aranci, dove sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di Porto e il magistrato del Tribunale di Tempio Pausania. Sono tuttora in corso gli accertamenti per stabilire con certezza l’identità della persona recuperata in mare.

La famiglia dei due fratelli è stata avvisata del ritrovamento, anche se manca ancora l’ufficialità che potrebbe arrivare nelle prossime ore attraverso gli esami disposti dagli investigatori. Lorenzo e Giuseppe Deiana, di 24 e 20 anni, erano scomparsi il 19 aprile 2025 dopo essere usciti a bordo di una piccola imbarcazione in vetroresina di quattro metri per una battuta di pesca sportiva. Da quel momento dei due ragazzi si erano perse completamente le tracce.

Le ricerche, concentrate soprattutto nell’area di Capo Figari, avevano portato nei giorni successivi al ritrovamento di alcuni oggetti galleggianti: un giubbotto salvagente, degli stivali e uno zainetto con una canna da pesca. La madre dei due giovani aveva riconosciuto quegli effetti personali come appartenenti ai figli. Gli investigatori avevano tentato anche di ricostruire gli ultimi movimenti attraverso la geolocalizzazione dei cellulari dei ragazzi, senza però riuscire a individuare la barca o elementi decisivi per chiarire cosa fosse accaduto.

Con il passare delle settimane, gli inquirenti avevano preso in considerazione anche l’ipotesi di una collisione tra la piccola imbarcazione dei fratelli Deiana e un’altra barca in transito davanti a Capo Figari. La Procura di Tempio Pausania aveva raccolto testimonianze e segnalazioni relative a possibili movimenti sospetti in mare la mattina della scomparsa. L’avvocato della famiglia, Pietro Cherchi, aveva inoltre chiesto l’acquisizione dei dati delle applicazioni utilizzate per monitorare il traffico marittimo nel tratto di mare interessato, nel tentativo di individuare eventuali imbarcazioni presenti nella zona al momento della scomparsa. Il ritrovamento del corpo potrebbe ora riaprire con forza il fascicolo investigativo su una delle vicende che più avevano colpito la comunità di Olbia e l’intera Sardegna negli ultimi anni.

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