Salvador: Comina, aeroporto ritorni alla sua attività
PORDENONE – La recente sentenza sulla Comina e il possibile ritorno dell’attività dell’Aeroclub riaprono il tema del futuro di una delle aree più strategiche di Pordenone. Un tema che non può essere affrontato con interventi scollegati o decisioni prese senza una visione complessiva.
Lo sostiene Marco Salvador consigliere comunale della Lista Civica.
Da tempo sosteniamo la necessità di un vero masterplan della Comina, proposta già inserita nel nostro programma elettorale e successivamente portata anche in Consiglio comunale attraverso specifiche interrogazioni.
Oggi è evidente che quell’area non possa essere pensata “a pezzi”. Attorno alla Comina si concentrano infatti progetti destinati a cambiare il quadrante nord della città: la possibile ripresa dell’aviosuperficie, la Gronda Nord, la nuova caserma dei Vigili del Fuoco, la nuova caserma militare, impianti energetici e l’ipotesi del nuovo stadio.
Serve quindi una pianificazione seria e di lungo periodo che tenga insieme viabilità, mobilità, sostenibilità ambientale e qualità della vita dei residenti. Vale sia nel caso in cui si scelga di rilanciare l’attività dell’aviosuperficie, sia nel caso in cui venga presa in considerazione la nostra proposta, avanzata già durante la campagna elettorale dello scorso anno, di trasferire lì i magazzini comunali per liberare l’area di via Rotto, dove avevamo proposto la realizzazione di un parcheggio a servizio dell’ospedale.
Se invece i magazzini dovessero rimanere nella sede attuale, sarà necessario affrontare comunque il tema della futura destinazione dell’area, anche alla luce della crescente necessità di parcheggi a servizio dell’ospedale, problema che oggi pesa soprattutto sui residenti del quartiere Sacro Cuore e del quartiere nord.
Un masterplan della Comina, inoltre, non può essere deciso chiudendosi dentro i confini del capoluogo. Scelte di questo livello devono essere condivise con i Comuni limitrofi, in particolare Roveredo in Piano e San Quirino. Pordenone non può decidere sopra la testa delle comunità vicine: serve invece una visione di area vasta, costruita nel dialogo e nel rispetto tra territori che condividono servizi, viabilità e qualità della vita.




