Apertura della Casa di comunità a Tramatza, la direttrice dell’Asl 5: “L’Ascot di Milis rimarrà operativo”
Milis
La rassicurazione della dottoressa Grazia Cattina nel corso dell’assemblea convocata dalla sindaca Monica Ortu
“L’Ascot rimarrà a Milis, fintanto che sarà necessario”. La rassicurazione è arrivata ieri pomeriggio dalla direttrice generale della Asl 5 di Oristano Grazia Cattina, durante l’assemblea pubblica convocata nel pomeriggio di ieri a palazzo Boyl dalla sindaca Monica Ortu, in vista dell’apertura domani – 30 maggio – della Casa di comunità di Tramatza, che aveva causato preoccupazioni per il trasferimento nella struttura della guardia medica del paese e il rischio di chiusura anche dell’ambulatorio straordinario del paese.
La Casa della comunità di Tramatza è stata l’ultima ad essere attivata nel territorio della Asl di Oristano. “È un nuovo modello che gli utenti possono iniziare a sperimentare da subito, diverso dal passato e dalla tipologia di assistenza sanitaria offerta finora con l’ambizione che possa essere non solo un cambiamento, ma un miglioramento”, ha spiegato la direttrice. “La scelta delle sedi delle Case della Comunità è stata fatta nel 2022 e da scelta “locale” è diventata programmazione non solo regionale, ma nazionale. Siamo impegnati adesso nella riorganizzazione aziendale complessiva necessaria per declinare compiutamente il nuovo modello con grande attenzione anche al problema delle liste d’attesa ed al fatto che molti, troppi, assistiti della Asl 5 siano costretti a rivolgersi a strutture di altre Asl o addirittura rinunciare alle cure”.
Il servizio di cure primarie dalle 8 alle 20, sei giorni su sette, che raccoglie l’eredità degli Ascot, e nelle ore notturne e nei prefestivi e festivi passerà il testimone alla guardia medica, potrà garantire un’assistenza medica h 24 al territorio. Presenti inoltre gli infermieri di comunità, con la presa in carico dei pazienti cronici. “Abbiamo iniziato dai diabetici, 6 mila persone, proseguiremo poi con chi soffre di uno scompenso cardiologico e di patologie pneumologiche”, ha aggiunto la direttrice generale, accompagnata a Milis dalla direttrice socio-sanitaria della Asl 5 Marina Cossu.
“Nessuna Casa di comunità è a se stante, ma sono tutte nodi di una rete che include anche le altre strutture sanitarie territoriali e gli ospedali e stiamo lavorando perché in questa rete siano accolte anche altri servizi, come gli ambulatori infermieristici in fase di attivazione da parte dei Comuni”, ha sottolineato la direttrice Cattina.
“Una rete che potrà essere interconnessa anche grazie agli strumenti di telemedicina, strumenti che non solo permetteranno ai medici di dialogare e scambiarsi informazioni a distanza, ma anche ai pazienti di poter essere visitati a distanza. Sempre per semplificare la vita dei pazienti utilizzeremo strumenti telematici per le prescrizioni”, ha chiarito poi la manager della Asl 5, in risposta ai cittadini che auspicano l’utilizzo degli strumenti telematici per evitare le file agli Ascot per una ricetta.

A intervenire nel corso dell’assemblea anche i sindaci presenti. “I primi cittadini sono pronti a sostenere la Asl 5 in questo percorso innovativo di assistenza territoriale”, ha affermato la sindaca di Milis Monica Ortu.
Maria Sebastiana Moro, prima cittadina di Tramatza e vicepresidente dell’Unione dei Comuni del Montiferru ed Alto Campidano ha invece dichiarato: “Dobbiamo affrontare un nuovo sistema di sanità territoriale. Noi sindaci siamo pronti a supportare la Asl 5, impegnandoci a trovare soluzioni, per esempio, per facilitare lo spostamento dei pazienti più fragili verso la casa di comunità, con un sistema di trasporti adeguato”.
“Le case di comunità non sono ancora complete, come struttura e come organizzazione, continuiamo a lavorare affinché nei prossimi mesi tutti i servizi previsti siano pienamente operativi. Tornerò qui fra tre mesi e verificheremo insieme il percorso fatto. Non tutti i cambiamenti sono dei miglioramenti, ma senza cambiamento non c’è miglioramento”, ha dichiarato la direttrice Cattina, che ha concluso con un invito ai residenti. “Utilizziamo i nuovi strumenti come il Numero Unico Europeo 116117, un servizio attivo 24 ore su 24 in grado di fare una prima valutazione del vostro stato di salute e di indirizzarvi verso la Casa della comunità e la guardia medica più vicine, ma anche, in caso di necessità, di inviare il medico a casa per una visita domiciliare”.
Venerdì, 29 maggio 2026
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