Trentino Alto Adige/Suedtirol

I vertici della Regione parlano solo tedesco – Cronaca



TRENTO/BOLZANO.  Fratelli d’Italia non ha fatto mancare i suoi voti per la «staffetta» di metà legislatura alla presidenza del consiglio provinciale tra Roberto Paccher (Lega) e Josef Noggler (Svp), rinviando la resa dei conti con il governatore Maurizio Fugatti a quando si tratterà di votare lui alla presidenza della Regione al posto di Arno Kompatscher, se mai si arriverà a questo passaggio.

Così in aula con 39 voti a favore – persino più dei consiglieri di maggioranza – Noggler è stato eletto al primo scrutinio presidente del consiglio regionale e così è stato per il trentino Roberto Paccher, sceso al ruolo di vicepresidente, eletto con 38 preferenze, nonostante le opposizioni avessero proposto, in alternativa il nome di Lucia Coppola (Avs), che ha ottenuto 26 voti.

«Manca una figura femminile in questo organismo. Senza una vicepresidente donna lo squilibrio rimane evidente», ha sottolineato il consigliere dei Verdi Zeno Oberkofler, invitando l’aula a sostenere la collega di Avs. A favore di Coppola si è espressa anche la Süd-Tiroler Freiheit. Vicepresidente ladino è stato eletto, come previsto, Daniel Alfreider.

Per la prima volta in questa legislatura il consiglio regionale si è riunito a Bolzano. Sullo sfondo della seduta è rimasto il nodo della mancata alternanza alla guida della Regione: la presidenza resta infatti al governatore altoatesino, nonostante siano scaduti i termini della consueta staffetta di metà legislatura introdotta nei primi anni Duemila dagli allora presidenti Lorenzo Dellai e Luis Durnwalder e confermata ad inizio legislatura nell’accordo di maggioranza da Fugatti e Kompatscher.

Alla base dello stallo c’è il clima teso nella maggioranza trentina, visto che Fratelli d’Italia sostiene che il presidente Maurizio Fugatti revocando, l’anno scorso, la vicepresidenza della Provincia a Francesca Gerosa è venuto meno all’accordo di coalizione che era stato preso prima delle elezioni. Su quando potrà avvenire questa «staffetta» di metà legislatura alla presidenza della Regione ieri nessuno in maggioranza ha dato risposta.

L’attuale presidente Arno Kompatscher si è limitato a dire: «Attendo il via libera da parte del presidente Fugatti. Quando sarà pronto mi dimetterò da questo ruolo, ma nel frattempo continuerò a lavorare con il massimo impegno. La staffetta ci sarà. Il passaggio di testimone non è sempre avvenuto esattamente a metà legislatura, quindi attendiamo senza problemi l’ok dal fronte trentino».

Sul tema, invece, Fugatti ha preferito non intervenire. Dure le critiche delle opposizioni. Il capogruppo del Pd, Andrea de Bertolini, ha ricordato come non vada dimenticato il mancato «passaggio armonico e coerente» alla guida della Regione, necessario a garantire l’equilibrio tra le due Province autonome.

«La Regione – ha aggiunto la capogruppo di Campobase, Chiara Maule – rappresenta il modo migliore per raccontare anche fuori dai nostri confini il valore della nostra storia e della convivenza. Anche per questo resta il rammarico per il mancato cambio alla presidenza della Regione».

Al termine della seduta i consiglieri dell’Alleanza democratica autonomista in una nota unitaria hanno ricordato che da anni con il cambio tra un presidente del consiglio regionale di lingua italiana (trentino) e uno di lingua tedesca (sudtirolese) avviene la «staffetta» anche tra i due presidenti di Trento e Bolzano: «Un equilibrio semplice, che serve a garantire pari rappresentanza ai due territori su cui si fonda l’Autonomia regionale».

«La maggioranza – sottolineano i consiglieri di Ada – ha deciso di lasciare tutto invariato, mantenendo alla guida della Giunta il presidente della Provincia di Bolzano e senza nemmeno portare il tema all’ordine del giorno, a causa delle difficoltà interne alla componente trentina della coalizione nel trovare una sintesi politica. Sono scelte dettate esclusivamente da logiche interne alla maggioranza trentina, che finiscono per sacrificare gli equilibri istituzionali pur di gestire i problemi politici».Il consiglio regionale ha poi approvato il suo rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025 con entrate per 57,4 milioni di euro e spese vincolate per 45,4 milioni, con un avanzo di 12 milioni. In aumento le spese per i consiglieri e personale, mentre restano stabili quelle relative ai vitalizi.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »