spiagge libere oltre il 50% e demolizioni nel nuovo Pua
Il litorale di Roma si appresta a vivere una svolta urbanistica destinata a cancellare l’assetto degli ultimi cinquant’anni.
Meno cemento a ridosso della battigia, demolizione delle barriere visive e un forte incremento delle aree destinate alla pubblica fruizione: il Piano di utilizzo degli arenili (Pua) ha completato l’iter preliminare ed è pronto al passaggio finale in Aula Giulio Cesare per l’approvazione definitiva.
Dopo i pareri favorevoli incassati dalle commissioni capitoline competenti e dal Consiglio del Municipio X, l’adozione del testo aprirà ufficialmente la stagione dei nuovi bandi di gara e della redistribuzione delle concessioni demaniali sul lungomare di Ostia.
Meno cemento e più visuale: la fine del “lungomuro”
La linea guida tracciata dal Campidoglio impone una netta inversione di tendenza rispetto allo sviluppo edilizio del passato, puntando a ripristinare il contatto visivo e fisico tra la città e l’ambiente marino.
La nuova normativa introduce un rigido vincolo di permeabilità e trasparenza: per ogni cento metri di fronte mare in concessione, solo una percentuale minima potrà ospitare manufatti o pavimentazioni impermeabili.
Questo parametro costringerà molte storiche strutture balneari a interventi di profonda ristrutturazione o a parziali abbattimenti. Cabine in eccesso, dehors permanenti, recinzioni opache, piscine e aree benessere in muratura dovranno essere rimosse o ridimensionate.
L’obiettivo è smantellare il cosiddetto “lungomuro” — quella barriera artificiale di reti, siepi e manufatti che per decenni ha precluso la vista del mare dalla strada — sostituendolo con ampi varchi di luce e corridoi visivi liberi.
Più spiagge pubbliche e la mappa delle nuove concessioni
Il piano ridisegna anche la geografia degli spazi pubblici. In aree nevralgiche del litorale, a partire dai quadranti adiacenti al Pontile di Ostia, verranno istituite ampie zone totalmente inedificate e sottratte alle logiche commerciali, destinate esclusivamente al libero accesso.
Secondo le stime fornite dall’amministrazione comunale, oltre la metà dell’arenile urbano della cittadina costiera sarà classificata come spiaggia libera o libera attrezzata, un dato che si espande ulteriormente integrando le storiche dune incontaminate di Castel Porziano.
La riforma non cancella la presenza dei privati, ma ne ridefinisce i doveri attraverso decine di nuove concessioni per stabilimenti, chioschi di ristorazione leggera, poli dedicati alle attività sportive e servizi di accoglienza turistica, tutti regolati da un rigido codice di condotta ambientale.
L’accelerazione impressa dal Campidoglio ha tuttavia sollevato forti perplessità. Le associazioni degli imprenditori balneari paventano il rischio di una lunga fase di incertezza burocratica, temendo che la transizione tra demolizioni, ricorsi e riassegnazioni possa frenare l’economia turistica locale.
Sul fronte politico, le opposizioni di centrodestra accusano la maggioranza di aver contingentato i tempi del dibattito, escludendo una reale concertazione con le categorie economiche e con i territori.
Resta infine aperto il dibattito sul destino del celebre Stabilimento Roma, la cui complessa e dibattuta ricostruzione continua a dividere trasversalmente le forze politiche.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link





