Scienza e tecnologia

Emulazione PS3 su PS5: perché non funziona e cosa succederà con PS6

C’è un problema che Sony non ha mai risolto davvero: l’emulazione nativa dei giochi PS3. Mentre PS1 e PS2 hanno trovato posto nella retrocompatibilità di PS5 senza troppi drammi, la console del 2006 è rimasta un muro invalicabile. E i motivi, come dimostrano nuovi test tecnici analizzati da Digital Foundry, sono più profondi di quanto si pensi.

La buona notizia è che PS6 potrebbe finalmente cambiare le cose, grazie alla sua futura architettura CPU. Ma andiamo con ordine.

Il problema non è la GPU di PS5, e questo è il dato più interessante. I test condotti tramite RPCS3 (l’emulatore PC per PS3) su una PS5 con Linux mostrano che aumentare la risoluzione di rendering non peggiora quasi per niente le prestazioni: segno che la scheda grafica non è il collo di bottiglia. Il vero problema è la CPU, che deve simulare il famigerato processore Cell di PS3, un’architettura ibrida con unità di elaborazione specializzate chiamate SPU.

I giochi che usavano poco gli SPU girano sorprendentemente bene: Ridge Racer 7, Resistance: Fall of Man e Heavenly Sword riescono persino a superare le prestazioni dell’hardware originale.

La situazione crolla con i titoli che sfruttavano il Cell in modo massiccio: GTA IV, Metal Gear Solid 4 e God of War: Ascension soffrono di cali evidenti, proprio perché quegli SPU gestivano simulazioni open world, effetti post-processing e anti-aliasing.

I test su Killzone 2, Killzone 3 e la trilogia MotorStorm confermano la stessa logica: disattivare gli effetti gestiti dagli SPU porta miglioramenti enormi, il che dimostra che più un gioco dipendeva dall’architettura Cell, più la CPU moderna va in crisi durante l’emulazione.

Sony non è rimasta ferma: erano già emerse indiscrezioni su Implicit Conversions, team che collabora con Sony sui classici PlayStation, al lavoro su una soluzione di emulazione PS3 nativa per PS5. Ma i risultati di questi test spiegano bene perché il progetto non abbia ancora visto la luce.

Secondo Digital Foundry, la futura architettura Zen 6 di PS6 dovrebbe offrire abbastanza potenza grezza per superare questo limite e garantire una vera emulazione PS3 a piena velocità.

Va detto che un emulatore ufficiale Sony avrebbe teoricamente un vantaggio rispetto a RPCS3, grazie all’accesso completo alla documentazione interna dell’hardware PS3. Tuttavia, sviluppare una soluzione stabile e commercialmente affidabile per PS5 potrebbe semplicemente non valere più l’investimento, con PS6 sempre più vicina all’orizzonte.

Se questi test hanno dimostrato qualcosa, è che PS6 potrebbe essere la prima console Sony capace di coprire davvero tutta la storia PlayStation, da PS1 fino a PS3, senza cloud gaming o compromessi tecnici: un risultato che i fan aspettano da vent’anni, e che dipende tutto da quanta potenza bruta riuscirà a mettere in campo il prossimo chip AMD. Per chi vuole saperne di più sullo stato attuale di PS6, data di uscita e prezzo sono ancora incerti, mentre sul fronte prestazioni abbiamo già parlato di PS6 e ray tracing rispetto a PS5.

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