Veneto

«Serve un candidato capace di unire e innovare»


La sconfitta del centrosinistra a Venezia rappresenta un segnale che va oltre il semplice campanello d’allarme per Padova. Le amministrative per eleggere il successore di Sergio Giordani sono ancora lontane, ma non troppo. Il centrodestra, forte della netta affermazione di Simone Venturini in laguna, esce sicuramente rafforzato da questo risultato. Per questo, all’ombra del Santo, si impone una ragionamento approfondito per individuare un candidato di profilo adeguato.

«Dopo la sconfitta di Venezia, il centrosinistra ha il dovere di aprire una riflessione seria anche in vista delle amministrative di Padova. Pensare che basti la continuità per vincere sarebbe un errore politico enorme – commenta Alberto Ruggin, coordinatore provinciale di Più Europa -. Oggi i cittadini chiedono energia nuova e capacità di coinvolgere mondi diversi e di costruire una proposta credibile per il futuro della città».

Secondo Ruggin, il rischio è che il «“giovane vecchio”, espressione di dinamiche interne e di equilibri già visti, finisca per allontanare proprio quell’elettorato che negli ultimi anni ha permesso al centrosinistra di essere competitivo».

Per il coordinatore, è centrale la presenza di «una figura capace di unire, di parlare a tutta la coalizione e anche oltre i confini tradizionali dei partiti. Non conta la tessera: serve un vero federatore, una persona che sappia creare entusiasmo e partecipazione. Una candidatura che faccia percepire ai cittadini l’avvio di un nuovo progetto per Padova». 

«Paradossalmente, a Venezia Venturini è riuscito ad apparire come il volto del cambiamento, pur avendo alle spalle l’esperienza di Brugnaro: questo dimostra che oggi chi riesce a interpretare il desiderio di novità parte avvantaggiato – conclude Ruggin -. A Padova il centrosinistra rischia invece di trasmettere un messaggio opposto, quello della continuità come unico orizzonte possibile. Ma la continuità, se non accompagnata da una forte spinta innovativa e da una nuova capacità di coinvolgimento, può trasformarsi in debolezza e persino diventare il fattore che consegna la città alla destra».


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